Le condizioni di corsa erano proibitive questo pomeriggio alla Tre Valli Varesine e i corridori, parlando con gli organizzatori, hanno deciso di non rischiare. A spiegare le ragioni dello stop è Tadej Pogacar in conferenza stampa che ha il coraggio di metterci la faccia: «Sono qui per parlare a nome dei corridori: mentre correvamo, abbiamo avuto la sensazione di farlo in condizioni di scarsa sicurezza. La strada era coperta d’acqua, che veniva da tutte le parti, compresi purtroppo i tombini: non si riusciva a vedere l’asfalto, era come se fosse ricoperto da un vero e proprio strato d’acqua. Ci sono state 20 forature, 5 o 6 ruote rotte. Abbiamo pedalato per alcuni giri sul percorso, non sapevamo cosa aspettarci ancora: in queste condizioni è molto facile perdere l’aggancio del manubrio, scivolare e incappare in incidenti molto seri.
Così abbiamo parlato tra noi e ci siamo messi d’accordo per far annullare la gara. Certo, avremmo potuto finirla, ma non si sa mai quando gli incidenti possano capitare e non avrebbe avuto senso rischiare».
Ha pesato il ricordo del dramma della Furrer ai Mondiali
E aggiunge: «Ricordiamo tutti quello che è accaduto in Svizzera poche settimane fa con la morte di Muriel Furrer nella discesa della prova delle juniores ai Mondiali…».
C’è chi ha fatto notare allo sloveno che le condizioni stavano migliorando e che si poteva aspettare e poi riprendere a gareggiare. Il campione del mondo ha risposto così: «Non sono un meteorologo, ma sotto l’acqua in bici ci sono stato tante volte. Per quella che è la mia esperienza, l’acqua non scompare dall’asfalto appena smette di piovere. Piuttosto, sapevamo da giorni che ci sarebbe stato brutto tempo: una possibile soluzione poteva essere quella di accorciare la gara delle donne e anticipare di un’ora la nostra partenza…».
In effetti la corsa femminile, partita alle 9 del mattino, si è svolta regolarmente anche se sotto la pioggia.

