domenica, Marzo 22, 2026
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Saltafoss, rinasce il mito: elettrica e cool

Saltafoss: era il sogno di ogni ragazzo negli anni Settanta: una sorta di mountain bike, super ammortizzata, sella lunga, fanalone, forcelle anteriori e sospensioni capaci di sopportare buche, discese e sentieri impervi. Una bici, ma assomigliava a una motocicletta, soprattutto una sorta di status symbol per molti ragazzini. Oggetto iconico, attestante un’epoca. Una moda, una mania, una passione. Un successo e una buona intuizione commerciale.

La Saltafoss, nata a cavallo tra le province di Varese e Milano, da un’idea di Giulio Ceriani, divenne un mito per generazioni di ragazzi. Li faceva sentire più grandi e più adulti in sella a quella bici. La pubblicità sulla rivista Motociclismo contribuì al lancio del prodotto. La produzione è a Vanzaghello e per una quindicina d’anni fioccano le prenotazioni, la Saltafoss vola. Quella bici significava divertimento, svago, senza nemmeno poi tanti patemi agonistici. Si stava bene anche fermi, col piede appoggiato sul terreno, per sfidare gli amici anche solo con uno sguardo.

Poi, come per tutto, le cose iniziano e hanno una fine. La produzione cessa, i gusti cambiano e nel frattempo sono arrivate le mountain bike a spartirsi il mercato degli amanti del fuori strada La bici diventa un oggetto per collezionisti, per i nostalgici di quegli anni, ma potevo finire veramente questa storia? Un giovane creativo, Marco Cordaro, che collabora con diversi artisti, brand e aziende di rilievo, durante il periodo di Covid, anziché rimuginare sui massimi sistemi e cadere in depressione, disegna al Cad qualche cosa di simile alla Saltafoss. Un’idea, un’intuizione, si crea un team e, passo dopo passo, con Paolo Ceriani nasce “Officine Cordaro” e nel 2021 fa capolino il primo modello della nuova Saltafoss, ovviamente elettrica, per stare al passo con i tempi. Ora è pronta la prima edizione, cinquanta pezzi tutti numerati. Il futuro? È dietro alle spalle.

A.d.l.

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