Oggi, alle 7.35, è morto Papa Francesco. Bergoglio ha sempre dimostrato simpatia per il calcio e non ha mai negato il tifo per la squadra di Buenos Aires, il san Lorenzo, ma in alcune occasioni si è occupato anche di ciclismo. Un giornalista della Gazzetta dello Sport chiese a papa Francesco quale pagina dello sport ricordasse con piacere. E lui ricordò la figura di Gino Bartali: “Allo Yad Vashem a Gerusalemme mi raccontarono di Bartali, il leggendario ciclista che, reclutato dal cardinale Elia Dalla Costa, con la scusa di allenarsi in bicicletta, partiva da Firenze alla volta di Assisi e faceva ritorno con decine di documenti falsi nascosti nel telaio della bici che servivano per far fuggire e quindi salvare gli ebrei. Pedalava per centinaia di chilometri ogni giorno sapendo che, qualora lo avessero fermato, sarebbe stata la sua fine. Così facendo offrì una vita nuova a intere famiglie perseguitate dai nazisti, nascondendo qualcuno di loro anche a casa sua. Si dice che aiutò circa ottocento ebrei, con le loro famiglie, a salvarsi durante la barbarie a cui vennero sottoposti. Diceva che il bene si fa e non si dice, se no che bene è? Lo Yad Vashem lo considera “Giusto tra le nazioni”, riconoscendo il suo impegno”.
Papa Francesco ricordò Bartali e il suo impegno per salvare gli ebrei
Oggi sono state annullate tutte le competizioni sportive per rispetto del Santo Padre, scomparso oggi alle 7.35

