Il Giro Next Gen concluso ieri, un’edizione dura, combattuta e con un cast di partecipanti d’altissimo valore, ha confermato che il vento della Slovenia continua a soffiare forte.
La maglia rosa finale, infatti, il diciannovenne Jakob Omrzel, è originario di Novo Mesto, cittadina che sorge nella Slovenia sud orientale a pochi chilometri dal confine con la Croazia. Omrzel (nato il 21 marzo 2006) è un neofita della categoria Under 23, ma tra gli juniores -frequentati fino a pochi mesi fa- ha dato ampia prova della sua classe, vincendo tra l’altro la Parigi Roubaix di categoria (purtroppo è memorabile anche un bruttissimo incidente al Lunigiana).
Slovenia, terra di fenomeni
Buon sangue non mente, dunque, visto che la piccola nazione (meno estesa della Lombardia e con due milioni e 100 mila abitanti), ha portato sul palcoscenico internazionale un nuovo campione a due ruote. Dopo Roglic (nato a Trbovlje), Mohoric (da Kranj) e soprattutto Pogacar (da Komenda), il futuro è assicurato. Ma come è possibile tale abbondanza di campioni a due ruote, una concentrazione che ricorda la valanga azzurra nello sci? Per capire basta fare un giretto in Slovenia, terra verdissima, di salite e discese, di terme e turismo non consumistico, insomma un paradiso per chi vuole pedalare (stride il contrasto con i nostri ambienti con strade trafficatissime). E poi, parere di esperti, è decisivo il grande spazio che allo sport viene riservato nelle scuole e alla cura del talent scouting. Certo, poi i più bravi devono emigrare ed è il caso proprio di Omrzel, il cui diesse è l’italiano Alessio Mattiussi. Ma quando lo fanno, sono già forti, anzi spesso troppo forti.
P.C.

