Hai voglia a dire che in Italia i ragazzi non hanno coraggio e intraprendenza. E che sport duri come il ciclismo non sono per loro. Quando alla Sanremo vedi che il più giovane del gruppo si è infilato nella fuga di giornata e pedala a tutta nel freddo e sotto la pioggia per 237 km e poi una volta ripreso prosegue stringendo i denti fino al traguardo, ecco, a questo punto che cosa puoi dire? Devi arrenderti alla grandezza dell’impresa di Filippo Turconi, 19 anni da Busto Arsizio (ma nato a Varese), e riconoscere che il talento e il carattere non hanno smesso di baciare i virgulti delle nostre terre.
Lo zio di Filippo Turconi è Stefano Zanini
Papà e mamma con trascorsi ciclistici, lo zio Stefano Zanini (nel palmares vittorie di prestigio e ora diesse Astana) pronto ai consigli, il fratellino Matteo, classe 2007, campione lombardo juniores: Filippo può sembrare un campioncino ciclista predestinato, cresciuto in un ambiente che non poteva non portarlo prima a pedalare nella Ju Green di Gorla Minore e poi nella Bustese Olonia. Ma non è così. Primo, perché al ciclismo è arrivato dopo tanti anni di pratica di sci alpinismo. Secondo, perché le sue conquiste sono tutte sue, conseguenza della sua caparbietà e della sua intraprendenza, caratteristiche che abbiamo ammirato anche nel recente Giro Next Gen (quello che una volta era il Giro d’Italia dilettanti), che Turconi ha concluso come primo degli italiani. Un risultato raggiunto grazie a una impressionante regolarità di prestazioni eccellenti, all’intuizione giusta apparsa al momento giusto (si è infilato, anche qui, nella fuga buona, anzi nella fuga più importante del Giro) e alla classe che gli riserva cristalline doti di scalatore vincente.
Al cospetto dei migliori Under 23, Turconi si è così affermato come leader di una pattuglia italiana agguerrita, capace di altri acuti con l’atteso Lorenzo Finn e il crossista Filippo Agostinacchio, primo nella sesta tappa del Giro Next Gen di quest’anno.
In evidenza al Giro dell’Appennino
E adesso? Dopo l’undicesimo posto nel Giro dell’Appennino il giovane bustocco si sta prendendo una pausa, in attesa di nuovi traguardi. È giunto al bivio del percorso sottoscritto con la famiglia Reverberi e la maglia VF Group Bardiani CSF-Faizanè.
Dei quattro anni di contratto, due sono stati in pratica già onorati (da citare anche la bella vittoria al Trofeo Piva dello scorso aprile, quando ha domato il muro al 13% di San Vigilio), gli altri due non prevedono più una prevalenza di corse per under 23.
Insomma, il grande ciclismo attende il giovane talento, al quale ogni inguaribile tifoso del ciclismo italiano non può che destinare auguri vivissimi.
P.C.

