Sabato tiferemo per Jonathan Milan, ragazzone friulano di belle speranze, anche perché è un tipo simpatico che sorride volentieri. Dopo essersi messo in mostra in pista vincendo vari titoli che contano, è sbocciato sulla strada nei Giri d’Italia del 2023 e del 2024, andando a segno quattro volte negli sprint. Da allora si è capito di che pasta fosse fatto il furlan dalla volata imperiosa. Lo sparuto gruppo di italiani (11 per la precisione) presenti al Tour delega il 24enne che milita nella Lidl Trek a rappresentarli tutti. Sarà dura, durissima perché la prima tappa di 185 km, con partenza e arrivo a Lille Metropole, è come un Campionato del mondo per velocisti. Ci saranno Merlier, Philipsen, Bauhaus, Girmay – soprattutto Girmay – Demare e altri.
Milan, non la squadra
Al Campionati italiani disputatisi domenica scorsa a Gorizia, Milan è stato uno dei pochi big a salvarsi dall’onta della sverniciata inflitta dai ragazzi terribili dello Swatt Club –
squadra amatoriale – ai team professionisti, le varie Continental, World Tour e compagnia cantando. Con una squadra ridotta al lumicino (bravo il fido Consonni) ha
tentato persino l’azione personale per tornare sul gruppetto dei primi in una corsa che già nei primi chilometri si era sfaldata in mille pezzi come una maionese impazzita .
Aspettando Filippo Ganna
Se il tricolore non è arrivato per Milan, il friulano ha comunque dimostrato di essere in grande spolvero, per dire la propria nel gotha dei velocisti presenti quest’anno al Tour. Per sperare ragionevolmente nella vittoria di un altro italiano dovremo poi aspettare la cronometro di Caen, alla quinta tappa. Saranno 33 chilometri di pura pianura adatta a Filippo Ganna che dovrà risparmiare energie nelle prime frazioni per esplodere nella giornata che conta.
Angelo De Lorenzi

