Se non fosse che al Tour nulla è “di transizione”, diremmo che oggi è interlocutoria, ininfluente sulla classifica, così piatta e senza difficoltà (solo un Gpm di 4° categoria) da poter essere ritenuta ideale dagli sprinter. Si partirà da Saint Mèen le Grand (città natale di Louison Bobet) per arrivare dopo 171 km. a Laval, che la guida definisce “cittadina di campagna dove la vita è buona”. Il Tour vira verso sud, nella Mayenne (cuore della Loira), dopo uno dei tanti trasferimenti che quest’anno rappresentano un particolare motivo di impegno per i corridori e la gigantesca carovana (un corteo lungo fino a 10 km con 150 veicoli riferiti a 37 marchi di aziende e istituzioni, 500 addetti, per lo spettatore uno spettacolo che dura più di mezz’ora).
Centro di origini medioevali, dicono con ottimi ristoranti, Laval offre al visitatore numerose attrazioni: il castello, la cattedrale, la piazza, il Ponte Vecchio (sul fiume Mayenne), la porta Beucheresse che appartiene al sistema delle antiche le mura. Gli scorci pittoreschi sono infiniti: non a caso tra i figli più importanti della città viene ricordato Henri Rousseau (1844-1910), pittore innovativo i cui lavori sono conservati nel locale museo dell’arte naif oltre che al Louvre (aveva infatti lasciato la Loira per affermarsi a Parigi).
Infine si segnala, per una visita rigeneratrice, il magnifico Jardin de la Perrine.
Paolo Costa

