Elia Viviani ha chiuso ieri la sua carriera medaglia d’oro ai Mondiali di ciclismo su pista a Santiago del Cile, nella gara a eliminazione. Il veronese, 36 anni, aveva già annunciato il ritiro. Nell’ultima volata, quella decisiva, il ciclista di Vallese di Oppeano ha battuto il neozelandese Campbell Stewart. È la gara nella quale si era già laureato campione del mondo nel 2021 e nel 2022. «È stato il finale che sognavo», ha detto il 36enne ciclista veronese, che indossava un mantello bianco da “Principe”. «Sono grato al ciclismo per tutto quello che mi ha dato – ha aggiunto l’azzurro – Se guardo indietro vedo 16 anni di carriera sempre al vertice».
Elia Viviani re della pista, protagonista sulla strada
Il corridore veronese conclude così una carriera prestigiosa, ricca di soddisfazioni con 91 vittorie in tutto fra pista e strada. Velocista di vaglia ha conquistato cinque frazioni al Giro, tre alla Vuelta e una al Tour. Ha vinto un titolo Europeo nel 2019 ad Alkmaar, nei Paesi Bassi, un campionato italiano e la classica di Amburgo. Su pista ha avuto una carriera ancora più prestigiosa. Protagonista assoluto alle Olimpiadi ha conquistato un oro nell’Omnium a Rio, il bronzo nella stessa specialità a Tokyo e l’argento nel 2024 nella Madison in coppia con Consonni. Occorre poi aggiungere tre titoli e sei podi i mondiali e otto titoli europei. Con Viviani è rinata la pista italiana, rinverdendo una nostra antica tradizione che ci vide ai vertici della specialità con i vari Antonio Maspes e Sante Gaiardone. Una favola agonistica, quella di Viviani, suggellata dal matrimonio con Elena Cecchini, a sua volta ciclista, compagna di vita e di allenamenti, che concluderà la sua carriera a fine 2026. Le ultime gare di Viviani sono state il Giro del Veneto e i Campionati del mondo su pista sul velodromo di Santiago, in Cile. Nel futuro, il tandem Viviani – Cecchini, sogna una vita assieme, un po’ più tranquilla.

