La notizia è di alcuni giorni fa: 120 gli esuberi su 300 dipendenti alla Campagnolo: «Non c’è un’alternativa» se non con «conseguenze drammatiche l’azienda e per la città di Vicenza», ha fatto sapere la ditta vicentina dei componenti per il ciclismo.
Con una nota la società aveva fatto presente che «i dati di bilancio fino al 31 maggio 2025 evidenziano come negli esercizi 2023, 2024, 2025 la perdita superi i 24 milioni di euro. A fronte di questi numeri difficili, dovuti in primis a una congiuntura di settore davvero gravosa che vale per Campagnolo come per i suoi competitor in tutto il mondo – si legge – l’azionista ha sottoscritto un finanziamento, fra novembre 2024 e dicembre 2025, di 10 milioni».
Nonostante ciò, prosegue il documento, «la liquidità, oggi, non può garantire una continuità d’impresa alle condizioni attuali. Quindi, assieme ad un necessario piano di sviluppo prodotto in corso, il rilancio non è possibile senza un ripensamento molto importante dei costi, a tutti i livelli».
I vertici di Campagnolo spiegano inoltre di aver «prodotto un piano finanziario rivolto agli istituti ed eventuali partner per invertire la tendenza e riconsegnare alla comunità vicentina un’azienda non solo tecnicamente all’eccellenza, ma anche capace di sostenersi e con una riduzione del costo del lavoro del 40% che permetterà una prosecuzione dell’occupazione nel sito di Vicenza anche in futuro, seppur ridotta».
Le difficoltà ci sono, ma forse la situazione non è così drammatica come qualcuno ha descritto e Campagnolo intende fare chiarezza sulla situazione, parlando del nuovo piano industriale e anche di gruppi di fascia intermedia in arrivo nel prossimo futuro che riempirebbero un vuoto commerciale oggi molto evidente rispetto ai competitor.
Qui, di seguito, la nota ufficiale rilasciata dall’azienda.
Campagnolo ha assistito alla recente diffusione di notizie riguardanti il futuro dell’azienda e si vuole quindi fare chiarezza attorno ai seguenti punti:
- • La direzione Campagnolo ha, con grande trasparenza, illustrato alle organizzazioni sindacali FIM CISL e FIOM CGIL e alla RSU interna il piano industriale approvato dal CdA il 21 novembre scorso. Piano industriale molto strutturato, frutto di mesi di lavoro. Il confronto tra Azienda ed Organizzazioni Sindacali sta proseguendo, con possibili evoluzioni positive su un calendario di incontri, già definito.
- • Nella comunicazione fatta, i responsabili della gestione del Piano Industriale non hanno fatto alcun riferimento a delocalizzazioni di qualsiasi natura. Anzi è stato sottolineato che è in corso una revisione della supply chain, cercando sempre più forniture corte e veloci quindi in Italia. Il Made In Italy rimane una priorità e una responsabilità dell’azienda.
- • Il CdA di Campagnolo, sulla base della situazione accertata e dei contenuti del Piano Industriale approvato, ha definito un piano finanziario strutturato con l’obiettivo di restituire alla comunità vicentina un’azienda tecnicamente d’eccellenza, sostenibile nel tempo e in grado di garantire occupazione a Vicenza, pur con una riduzione prevista in questa fase.
- Sul fronte dello sviluppo prodotto, il lancio della nuova piattaforma Super Record 13 sta confermando pienamente le aspettative: il gruppo sta ricevendo ottimi riscontri dal mercato, grazie alle sue prestazioni e alla comprovata affidabilità, e sta riportando il brand tra i riferimenti scelti dai migliori costruttori di biciclette. Il progetto, però, va ben oltre questo primo importante passo. Grazie alla solidità di questa nuova base tecnologica, Campagnolo ha già in fase avanzata lo sviluppo di ulteriori piattaforme che permetteranno di estendere la presenza dell’azienda nelle fasce di prodotto intermedie e poi in quelle di più larga diffusione aumentando così l’impegno produttivo dell’azienda. L’obiettivo è rafforzare la competitività e garantire una crescita sostenibile nel medio-lungo periodo. L’azienda dispone delle competenze e delle risorse tecniche necessarie per completare questo percorso e continuerà a valorizzare le professionalità interne per assicurare stabilità e continuità.

