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“Lombardia in bicicletta”, una guida dei percorsi ciclabili

Dal 6 marzo in libreria la prima guida e atlante completi dei percorsi ciclabili protetti della Lombardia: un repertorio di 384 pagine e di 5000 chilometri di tutte le infrastrutture dedicate alle due ruote

Quante sono le piste ciclabili in Lombardia? Dove corrono le greenways? Quali argini di fiume sono percorribili in bicicletta? Quali ex-ferrovie sono state trasformate in percorsi ciclabili?

Albano Marcarini ha raccolto tutte le risposte (e molto altro) in Lombardia in bicicletta. Guida completa agli itinerari e piste ciclabili, greenways e ciclovie della Lombardia (Ediciclo Editore, €25,00), il primo atlante completo dei percorsi ciclabili protetti della regione.

“Lombardia in bicicletta”, un censimento delle infrastrutture esistenti

Albano Marcarini

Il libro è un censimento sistematico di tutte le infrastrutture esistenti e sicure da percorrere sulle due ruote. Ogni itinerario è corredato da immagini e classificato per complessità, dotato di cartografiaprofilo altimetricotracce GPS scaricabili dal sito web Ediciclo Editore e dal portale Komoot. Inoltre, l’appendice gratuita ExtendedBook, descrive tutte le attrattive turistiche e monumentali dei percorsi, i luoghi di sosta, dove mangiare e dove dormire, i collegamenti treno-bici, nonché i servizi di assistenza per i ciclisti.

Una guida utile per pedalare sicuri in un Paese dove spesso il ciclista è vittima, non libero utente, della strada. “Per questa ragione è importante moltiplicare la realizzazione di percorsi protetti“, scrive Albano Marcarini nell’introduzione, “oppure fare in modo che anche le strade possano essere infrastrutture condivise da ogni tipo di utente. Insomma, strade per la gente e non solo strade per le auto“.

La presentazione il 19 marzo presso Upcycle Milano Bike Café

Il volume copre l’intera Lombardia e segue il precedente dedicato al Piemonte (“Piemonte Bike”, Ediciclo Editore, 2023). La guida è divisa per grandi partizioni geografiche a partire dai percorsi di pianura, facili e per tutti come le piste dei navigli milanesi, i canali del Cremonese e del Mantovano, l’argine maestro del Po (oltre 250 km di percorso lombardo), gli itinerari lungo Ticino, Adda, Serio, Oglio e Mincio. Per passare poi alla zona dei laghi compresi i piccoli laghi prealpini dotati, come il Lago di Varese, di belle e sicure piste ciclabili. Non è affatto esclusa la montagna e le grandi vallate alpine: il Sentiero Valtellina, le ciclabili della Valchiavenna e delle vallate bergamasche e bresciane, la Ciclovia dell’Oglio costituiscono oggi una rete ciclabile invidiata da altre regioni italiane. La guida include anche le grandi ciclovie interregionali che attraversano la Lombardia: la Ciclovia del Po con VenTo, la Ciclovia del Sole, la Via Francigena, la Ciclovia dell’Oglio, la Pedemontana Alpina ecc.

Non si tratta di percorsi ideati a tavolino dall’autore” precisa Marcarini, “bensì di un repertorio ragionato di infrastrutture preposte per le due ruote e in qualche misura ‘istituzionalizzate’, ovvero realizzate e valorizzate da comuni, province, regioni, enti turistici, operatori privati. Nulla di inventato, ma un vero atlante cicloturistico della Lombardia per complessivi oltre 5000 chilometri, adatto a tutte le esigenze e a tutte le declinazioni dell’andare in bici oggi“.

Un atlante per una regione che vanta una storia ciclistica che risale al gennaio 1895, quando il giornale milanese “La Bicicletta” pubblicò il primo itinerario cicloturistico d’Italia: il percorso Milano-Asso-Bellagio lungo la Strada Valassina, inserito nel libro a titolo di curiosità. Nel 1901 circolavano in Lombardia 38.461 biciclette, più che in qualsiasi altra regione italiana. A Milano nacquero i primi club ciclistici, il Touring Club Ciclistico Italiano (1894) e nel 1909 la Gazzetta dello Sport organizzò il primo Giro d’Italia.
La prima presentazione ufficiale è prevista per il 19 marzo 2026 alle ore 19:00 presso Upcycle Milano Bike Café (via Ampère 59, Milano).
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