Oggi, venerdì 13 marzo, la Tirreno-Adriatico 2026 entra nel vivo con una delle frazioni più attese e spettacolari: la quinta tappa, che porterà la carovana da Marotta-Mondolfo al suggestivo borgo di Mombaroccio. Una giornata che promette scintille, con 184 chilometri che non concedono un attimo di respiro e un dislivello complessivo che sfiora i 3.900 metri.
Il percorso dei Muri Marchigiani è un autentico ottovolante tra le colline pesaresi. Dopo una prima parte di gara caratterizzata da continui saliscendi, la corsa si accenderà al chilometro 85 con l’impegnativa ascesa del Monte delle Cesane (7,8 km al 6,5% di pendenza media, con punte vertiginose al 18%). Un primo vero banco di prova per le gambe dei corridori, prima di dirigersi verso il circuito finale di Mombaroccio.
Il circuito conclusivo, da ripetere due volte, sarà il teatro della battaglia per la vittoria di tappa e per la classifica generale. Il Monte della Mattera e, soprattutto, la doppia scalata al Santuario del Beato Sante (4,2 km al 6,4%, ma con un primo chilometro durissimo al 9% e punte al 19%) faranno una spietata selezione. Lo scollinamento a soli 1.600 metri dall’arrivo e lo strappo finale verso il traguardo (300 metri al 7,5%) sono il trampolino di lancio perfetto per gli scattisti e gli uomini di classifica.
In grande spolvero Pellizzari
Tutti gli occhi sono puntati sulla Maglia Azzurra, indossata con orgoglio dal giovane talento marchigiano Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe), che proprio ieri a Martinsicuro ha conquistato il simbolo del primato dopo un entusiasmante duello. Oggi, sulle strade di casa, Pellizzari dovrà difendersi dagli assalti del messicano Isaac Del Toro (UAE Team Emirates), distante soli 2 secondi in classifica generale, e dall’esperienza del compagno di squadra Primož Roglič.
Muri Marchigiani da paura
Non mancheranno i tentativi da lontano e gli attacchi di corridori esplosivi come Matteo Jorgenson (ieri in grande spolvero) e Ben Healy, sempre combattivo.
Tra le meraviglie paesaggistiche della costa di Marotta, la storia di Mondolfo e le pendenze arcigne di Mombaroccio, questa tappa della “Corsa dei Due Mari” si preannuncia come un capitolo indimenticabile di grande ciclismo.
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