Marlen Reusser ha indossato oggi la prima maglia rosa al Giro Women 2025 che ha avuto inizio con la crono di Bergamo. L’elvetica ha sconfitto la concorrenza della belga Lotte Kopecky e sul terzo gradino del podio è salita Elisa Longo Borghini, staccata di soli 16 secondi dalla vincitrice, ma la giornata ciclistica di Bergamo è iniziata con un momento di ricordo di Felice Gimondi, scomparso nell’agosto del 2019.
Nel centro del ChorusLife è stata svelata l’opera dedicata al campione bergamasco a 60 anni dalla sua vittoria al Tour de France. “Il rumore non fa bene, il bene non fa rumore” è la frase incisa sull’opera artistica dedicata al campione bergamasco che da oggi trova casa nel cuore di ChorusLife, il nuovo smart district di Bergamo che unisce sport, cultura, intrattenimento e servizi in un progetto di rigenerazione urbana ad alta sostenibilità. La scultura è stata svelata alla presenza della famiglia Gimondi, delle autorità cittadine e dei promotori del progetto.
Collocata all’inizio della salita che porta alla ChorusLife Arena, la scultura è realizzata in vetroresina effetto legno a firma dell’artista Emiliano Facchinetti e raffigura una bicicletta stilizzata dove le due ruote raccontano la carriera sportiva – con bassorilievo e palmarès – e l’eredità morale, con una mappa simbolica e la frase incisa.
“Questa scultura non è solo un’opera artistica: è un gesto di memoria e gratitudine – ha detto Fabio Bosatelli, presidente di POLIFIN, intervenuto insieme alla vicepresidente Giovanna Terzi Bosatelli –. Mio padre (il Cav. Lav. Domenico Bosatelli, ndr) anni fa ebbe l’intuizione, insieme a Gianpaolo Sana, di rendere omaggio a Felice Gimondi con una scultura. Un’idea nata da un rapporto vero, maturato negli anni della squadra Gewiss-Bianchi. È bello vedere oggi quel gesto prendere forma in questo luogo, in un momento così significativo per la città e per la memoria collettiva”.
Norma Gimondi, figlia del campione, ha aggiunto: “Ringrazio la famiglia Bosatelli e Gianpaolo Sana per aver voluto questa opera in un luogo per noi speciale. È un segno della stima e dell’affetto che ci lega da sempre. Nei miei pensieri, rivedo mio padre accanto a tre uomini visionari: Tino Sana, Domenico Bosatelli e Alfredo Ambrosetti”.
“Con questa opera abbiamo voluto dare voce a un desiderio che mio padre, Tino Sana, ha sempre custodito per il suo amico Felice – sottolinea Gianpaolo Sana, presidente Tino Sana –. Rendere omaggio a quella amicizia autentica è stato un percorso che oggi si concretizza in uno spazio vivo e aperto, capace di parlare al futuro”.

