Il 25 agosto 1974 a Seregno la gente festeggiava un suo illustre concittadino, Giacinto Santambrogio, che arrivò a un passo dall’impresa, quarto, giù dal podio, ma nemmeno tanto distante dal vincitore, un certo Eddy Merckx, detto Il Cannibale. Gli amici, i parenti, i tifosi erano comunque scesi in piazza inorgogliti dal risultato. Tutti tranne il fratello: “Quella sera ero andato a ballare”, ha ammesso candidamente.
Questi e altri aneddoti sono stati rivelati durante la serata di martedì 28 aprile organizzata dall’Asd Ciclistica Seregno Giacinto Santambrogio in collaborazione con la rivista In punta di sellino e il patrocinio del Comune di Seregno. L’appuntamento era presso l’Auditorium della centralissima piazza Risorgimento. Da annotare il titolo assai ambizioso della reunion “La bici ha l’unica catena che ti rende libero”. L’occasione dell’incontro era il ricordo a cinquant’anni, mezzo secolo, dalla terza vittoria di Felice Gimondi al Giro d’Italia e dalla conquista della maglia tricolore di Giacinto Santambrogio. Ha aperto le danze l’assessore allo sport del Comune di Seregno, Paolo Cazzaniga, che ha ricordato il legame forte della città con lo sport e, in particolare, con il ciclismo.

Il ciclismo per tutti ai Gimondi Camp
Norma Gimondi ha parlato dei un progetto educativo e sportivo dedicato a bambini e ragazzi, nato per trasmettere la passione per il ciclismo e i valori del campione Felice Gimondi, aperto anche alle persone affette da disabilità. È stata una testimonianza commovente, un’esemplificazione di che cosa significhi realmente lo sport inclusivo. Il camp mette al centro il divertimento anziché l’agonismo esasperato. Quest’anno si colorerà di “rosa”, con una maglia dedicata, per celebrare il 50° anniversario della vittoria di Felice Gimondi al Giro d’Italia del 1976.
Il “Signore del Ghisallo”, al secolo Salvatore Porcini, è poi intervenuto per raccontare le sue quasi 900 salite fin qui effettuate al santuario icona per ogni appassionato di ciclismo che si rispetti. Ieri ha annunciato, e giurato davanti alla Madonna, che il suo prossimo obiettivo sarà raggiungere quota 1000 ascese al Ghisallo.

Lo sport resiliente di Andrea Devicenzi, un esempio per tutti
Andrea Devicenzi, atleta paralimpico, ha successivamente ripercorso il senso delle sue imprese, dal tour nell’Islanda al record in pista sulle 24 ore per poi annunciare il suo prossimo viaggio, il “Tour in bici alla ricerca dei 4 elementi”: un viaggio solidale in bicicletta in 35 tappe, 40 giorni, lungo un percorso di oltre 3.000 km da Sanremo all’Etna. Il 17 maggio è in programma la tappa da Borgomanero a Seregno.
Proprio ieri a pochi giorni dalla partenza del suo prossimo tour, l’atleta di Martignana di Po è stato ricevuto a Palazzo Lombardia per un riconoscimento legato al suo impegno sportivo e sociale. Nell’ufficio del presidente del Consiglio regionale Ferdinando Romani, Devicenzi ha ricevuto un riconoscimento per l’attività sportiva e l’impegno sociale portati avanti in questi anni. Un momento in cui è stato ribadito il valore della sua attività, sia sul piano sportivo sia su quello motivazionale, evidenziando l’esempio dell’atleta per i più giovani e il suo impegno nelle scuole.
Angelo De Lorenzi





[…] lungo la schiena. La corsa di 24 ore in sella a una bicicletta è proprio una di queste. Non che Andrea Devicenzi sia un novellino in questo campo: basta aprire le sue pagine social e il suo blog per rendersi […]