L’Europeo che si disputa domani in Slovenia è aperto a varie soluzioni ed è senza un predestinato. L’assenza di Tadej Pogacar toglie un favorito certo.
Il pronostico si allarga: non poche le assenze a partire da Paul Seixas, Van der Poel, Van Aert e Pidcok. Aria di rivincita, invece, per Remco Evenepoel, ma il percorso è severo e potrebbe pagare la salita più impegnativa del percorso. Buone le chances per Giulio Ciccone, Primoz Roglic, Perdersen. Potrebbe mettersi in mostra Giulio Pellizzari e non sono da escludere altri corridori di seconda fascia o una sorpresa.
Europeo, ecco il percorso
I corridori percorreranno 196,3 km con un dislivello positivo di 2.571 metri. La differenza la può fare una salita impegnativa di 2 chilometri con pendenze medie del 10 per cento e punte del 15 per cento.
Partenza: Kongresni Trg a Lubiana. Dopo un trasferimento neutralizzato nel centro storico, il via ufficiale. Il gruppo affronterà un tratto in linea prevalentemente pianeggiante di circa 85,7 km che attraversa le località di Škofja Loka, Kranj e l’arboreto di Volčji Potok, prima di dirigersi verso il circuito finale. Una volta arrivati a Šenčur, i corridori dovranno ripetere per 5 volte un circuito tecnico e selettivo di 22,1 km. Il punto nevralgico di ogni giro è la salita di Možjanca che deciderà la corsa. Si tratta di una ascesa di 2,1 km con una pendenza media del 10,2% e picchi massimi che toccano il 15,8%. Gli ultimi 200 metri della rampa sono molto impegnativi. Superata la vetta, il percorso non scende subito ma presenta circa 3 km di falsopiano vallonato e un ulteriore strappetto. Segue una discesa veloce e tecnica che termina a poco più di 5 km dal traguardo. L’ultimo tratto verso l’arrivo è pianeggiante, con una curva a gomito a destra posta a 280 metri dalla linea d’arrivo di Šenčur. L’ultimo scollinamento sulla salita di Možjanca avverrà a circa 14 km dal traguardo finale, rappresentando il trampolino di lancio ideale per l’attacco decisivo.
Gli italiani al via
Giulio Ciccone, Giulio Pellizzari, Diego Ulissi, Christian Scaroni, Marco Frigo, Alessandro Fancellu, Ludovico Crescioli e Alessandro Pinarello.
A cura di Angelo De Lorenzi

