La fine delle briciole
C’è Cannibale e Cannibale
Tadej fino a poche settimane fa mostrava anche il suo volto gentile, lontano anni luce da un certo “cannibalismo”. Ora non più. Lo sloveno non ha concesso nulla, nemmeno le briciole agli avversari in questa prima metà del Tour. Il suo modo di correre incominciare a dare fastidio alle squadre e agli avversari. C’è spazio per la polemica. Di contestazioni, sputi nei confronti degli avversari e comportamenti borderline è intrisa la storia del ciclismo, ma oggi forse si è svoltata pagina. E ora? Pogacar non è Merckx, non potrà mai avere i suoi tratti cannibaleschi. I francesi ora hanno un giovane dio del ciclismo, Paul Seixas, da applaudire e far salire sugli altari ed è logico che un po’ di fischi abbiano ragione d’essere, ma basta non esagerare. E a Tadej? Torni un po’ a fare il signore e a concedere qualcosa una volta sicuro di aver vinto il Tour 2026. Beppe Martinelli, storico direttore sportivi ha dichiarato a Fanpage: “I fischi a Pogacar e alla UAE hanno un senso: il pubblico del Tour ha il palato fino, non ama i cannibali. Vedrete che da ora in poi lasceranno più spazio ad altri”. Intanto però lo sloveno ha dichiarato: ”Il numero di chi mi fischia e insulta è in aumento, sappiano che mettono solo benzina sul fuoco”.
Angelo De Lorenzi

