sabato, Ottobre 10, 2026
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Oltre l’Impossibile: la sfida delle 24 Ore di Andrea Devicenzi ad Arese

Ci sono gesti e imprese che, solo a nominarli, fanno venire i brividi lungo la schiena. La corsa di 24 ore in sella a una bicicletta è proprio una di queste. Non che Andrea Devicenzi sia un novellino in questo campo: basta aprire le sue pagine social e il suo blog per rendersi conto che Andrea ama le sfide difficili. Basti sapere che nel 2025, in sole 24 ore, ha conquistato ben 10 record del mondo, tutti riconosciuti ufficialmente dal Guinness World Records.

Il nuovo obiettivo di Andrea Devicenzi: il circuito di Arese

La sfida che Devicenzi si è posto quest’anno consiste nel replicare l’impresa dello scorso anno, ma su un circuito all’aperto, tra il 12 e il 13 settembre ad Arese.
Se nel 2025 a Palma di Maiorca puntava a quei record con la costanza di condizioni che solo una pista al coperto può dare, quest’anno entrano in gioco le variabili atmosferiche. Come Andrea mi ha confermato al telefono, il meteo si farà decisamente sentire, soprattutto per via degli sbalzi di temperatura durante la giornata. Per far fronte a queste nuove difficoltà, c’è un intero gruppo di ragazzi che ha studiato al secondo i cambi, l’alimentazione e la comunicazione. La squadra di “Oltre l’Impossibile” è ben organizzata, rodata e determinata: insomma, una “bella squadra”, come l’ha definita Andrea.

Segreto del successo: la mente in “stato di flow”

In una situazione ottimale come questa, dove il team si occupa di tutta la logistica, la mente dell’atleta si alleggerisce. Può così dedicarsi completamente al gesto atletico, concentrando tutte le energie per rimanere nello “stato di flow”: la condizione ideale quando si affrontano obiettivi così grandi.

Devicenzi
Andrea con i ragazzi di Oltre l’Impossibile, che l’hanno accompagnato nei progetti del 2024, 2025 e 2026 (Islanda, Cambogia, Capo Nord). Foto di Andrea Devicenzi.

I numeri di un’impresa senza precedenti

Percorrere più di 600 km in 24 ore su un circuito aperto significa raggiungere numeri che nessun atleta paralimpico ha mai messo nel mirino prima d’ora. Andrea sa benissimo di aver alzato l’asticella rispetto alla prova dell’anno scorso su pista. Per questo motivo ha effettuato diversi test per valutare la sua condizione. L’ultima di queste prove, che ha previsto otto ore consecutive in bicicletta, ha dato sensazioni e numeri molto positivi: 218 km percorsi e una velocità media di 27,5 km/h a 105 watt medi.

Una missione che va oltre lo sport

Al di là delle cifre e dei record, però, la vera missione di Andrea va ben oltre il dato sportivo, trasformandosi in un messaggio universale di forza, resilienza e speranza.

 

A cura di Marta Calle 

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