domenica, Aprile 19, 2026
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HomeGareCronachePogačar gioca a fare il Cannibale e asfalta tutti al Fiandre

Pogačar gioca a fare il Cannibale e asfalta tutti al Fiandre

Dominio assoluto per lo sloveno che ora ha nel mirino la Roubaix di domenica

Visto dal divano di casa la corsa è sembrata un gioco da ragazzi, tipo un allenamento sostenuto e invece anche Tadej Pogačar ha dovuto oggi prendersi addosso una croce di fatica per riuscire a vincere il suo terzo Giro delle Fiandre. Che non ci sia sta sofferenza fisica è solo un’illusione ottica, ma rispetto agli avversari lo sloveno di Komenda sembra sia di un altro pianeta, un alieno a due ruote che sa dove attaccare, gestire lo sforzo, arrivare al traguardo il cotto giusto, per vincere.

Alla partenza oggi c’erano migliori del gruppo, il gotha degli specialisti delle corse di un giorno: Van Der Poel, Evenepoel, Van Aert, per dire. Tadej gli ha sfiniti, finiti, sbriciolati, chilometro dopo chilometro, muro dopo muro, côtes dopo côtes. Con una strategia millimetrica ha attaccato nel punto preciso stabilito, non ha lasciato spazio né alla fantasia, né, tantomeno, agli avversari, tosti e granitici come lui.

La selezione al Fiandre sul Kwaremont

Partenza da Anversa, arrivo a Oudenaarde, 278 chilometri , fra muri, pavé, curve e drittoni. Poi pioggia e sole. Primavera fiamminga. Pogacar ha attaccato a una certa distanza dal traguardo, staccandola la maggior parte con un’accelerazione sulla seconda delle tre salite dell’Oude Kwaremont, a 57 chilometri dall’arrivo. Solo van der Poel ed Evenepoel gli sono stati dietro, ma il belga è stato staccato sulla salita successiva, il Paterberg. L’olandese è stato l’unico a tenere il ritmo, almeno per un po’. Poi lo sloveno ha sferrato l’offensiva decisiva sull’ultima salita dell’Oude Kwaremont. Arrivato in cima con sei secondi di vantaggio, Pogacar lo ha ampliato sempre più prima del traguardo per un ennesimo arrivo solitario.

Le dichiarazioni

“E’ stata una gara pazzesca, durissima sin dall’inizio. Poi è stata un po’ d’attesa, ma bisognava sempre continuare a spingere sui pedali. È stata una corsa molto dura, intensa per tanti chilometri. In diversi tratti ero al limite. Nel finale non volevo assolutamente che Evenepoel rientrasse: può sempre tornare sotto e batterti.” Così ha detto Pogi dopo il traguardo.

Domenica c’è la Parigi-Roubaix ed è la classica monumento che manca allo sloveno, la perla più ambita assieme alla Milano-Sanremo conquistata quest’anno per la prima volta. L’insidia saranno i sassi, il pavé, le cadute, prima degli avversari. Super Pogi ci spera. Il suo obiettivo è vincere tutte le classiche monumento della stagione: “Non so se sia possibile vincerle tutte in un anno, anche perché la prossima settimana c’è quella più difficile. Ci proverò, ma sarà davvero complicato. In questo momento non voglio pensarci troppo: preferisco concentrarmi su una corsa alla volta e godermi la Parigi-Roubaix”.

Ieri, intanto, è morta Paola Gius Mura, vedova di Gianni Mura. Complici in amore,  dal 1991 al 2020 hanno firmato assieme le recensioni sul Venerdì di Repubblica, rubrica “Mangia & Bevi”. Ora che ha raggiunto il suo Gianni di certo avranno passato il pomeriggio, da lassù, a guardare il Giro delle Fiandre. Mura conosceva bene i rossi francesi, ma avrà festeggiato il trionfo di Pogi con un bianco allegro della Slovenia.

Ordine d’arrivo

1 Pogacar Tadej UAE Team Emirates-XRG 06:20:07
2 Van der Poel Mathieu Alpecin-Premier Tech + 34
3 Evenepoel Remco Red Bull-BORA-hansgrohe + 01:11
4 van Aert Wout Team Visma | Lease a Bike + 02:05
5 Pedersen Mads Lidl-Trek + 02:48
6 Stuyven Jasper Soudal Quick-Step + 04:28
7 Vermeersch Florian UAE Team Emirates-XRG + 04:28
8 Mohoric Matej Bahrain Victorious + 04:30
9 Laporte Christophe Team Visma | Lease a Bike + 05:22
10 Vermeersch Gianni Red Bull-BORA-hansgrohe + 05:22

Angelo De Lorenzi

 

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