domenica, Marzo 22, 2026
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TOUR. Da Bollène a Valence, dove nacque Charly Mottet

Tappa adatti ai velocisti alla Jonathan Milan chiamato a difendere la maglia verde

Ultima occasione per i velocisti alla Jonathan Milan, attesi oggi, mercoledì 23 luglio, dalle fatiche dello sprint e nei prossimi giorni dalle super fatiche delle Alpi. Il nostro granatiere, avvolto dalla splendente livrea verde – che va difesa – è pronto per le battaglie decisive: oggi contro gli altri sprinter e da domani contro sé stesso, il suo fisicone, la forza di gravità, il limite del tempo massimo.

Charly Mottet sul Pordoi

Si va a Valence, dove nacque Charly Mottet. Chi, tra i boomer, non si ricorda il secondo classificato del trionfale Giro d’Italia di Bugno del ’90? Il francesino, che mai impensierì il nostro Gianni, tanto che alla fine accumulò un distacco di 6’33”, fu omaggiato della tappa del Pordoi. Al termine dei tornanti, a un metro dallo striscione d’arrivo, Bugno scartò di lato e si lasciò anticipare dall’avversario. Ma come, pensammo tutti, si arriva sulle sacre montagne e tu fai queste cose? È possibile concedere un simile regalo, su una cima mitica? Non pensi a noi tifosi, a chi sta pregustando la rivelazione di un nuovo campionissimo, a chi immaginava una foto storica? Scoprimmo così il carattere di Bugno, la sua particolare sensibilità, una testa – si diceva allora – non votata alla conquista. “Vedremo”, ripeteva ogni dì il Gianni. E noi a soffrire ogni volta che inforcava la bici…

Gianni Bugno intervistato da Adriano De Zan

Valence, antica colonia romana

Viaggiando in parallelo col Rodano, il tracciato odierno giunge dunque a Valence dopo 160 km. La città, antica colonia romana, ha il dieci per cento di popolazione di origine armena (fu infatti meta di chi riuscì a fuggire dalla Turchia negli anni del genocidio). È stata anche capitale degli Ugonotti, che vennero perseguitati da Luigi XIV. Il Re Sole era uno che aveva le idee chiare ed è noto il suo motto “L’Etat c’est moi!”. Un proclama che manifestava una notevole propensione al decisionismo, caratteristica che avrebbe fatto tanto comodo anche a Gianni Bugno.

Paolo Costa 

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