Sempre più a nord. La Grande Boucle si addentra nel Pais de Calais fino al mare, sino a Boulogne-sur-Mer. È la tappa più lunga: 212 chilometri disseminati di trabocchetti. Ci sono quattro Gpm, gli ultimi tre (due nei 10 km. finali) davvero cattivi. Trattasi di còtes buone per combinare scherzetti e tagliare fuori i velocisti puri. Sarà battaglia, ma il Tour è lungo e i due tenori devono stare attenti a non strafare.

Giulio Cesare in maglia gialla
Qui il primo a vincere fu Giulio Cesare, al quale si deve la costruzione di un insediamento militare. A Boulogne si respira la storia e se ne vedono ampi segni: le mura medioevali, il castello, la basilica di Notre-Dame, la Manica a ricordare le difficili relazioni (nei secoli passati) con gli inglesi. Storie di confine, che coinvolsero anche Carlo Magno e Napoleone, la cui presenza in città viene citata da ogni guida turistica che sa fare bene il suo mestiere. Territorio affascinante, senza dubbio. L’aria di salsedine e il vento leggero esaltano l’intenso rapporto di ogni cosa col mare: la capitale della Còte d’Opale offre spiaggia, il porto dei pescatori, le bancarelle di pesce, il grande acquario Nausicaa.
Nel 2012 a Boulogne vinse Sagan a 41,8 di media. In maillot jaune c’era Fabian Cancellara e anche allora si arrivava in leggera salita. Peterone in casacca Liquigas fece esplodere le sue cosce (e quelle degli altri) guadagnando un secondo sul gruppo incompleto (i velocisti avevano ormai perso le ruote). Il 6 luglio è la Giornata internazionale del bacio: a chi toccherà questa volta la guancia rossa dopo l’arrivo?
Paolo Costa

