18 luglio 1995, trent’anni fa. Fabio Casartelli, già campione olimpico, corridore di belle speranze e giovane papà, concludeva la sua esistenza sfracellandosi contro un paracarro nella discesa del Portet d’Aspet. I Pirenei sono fatica e a volte persino tragedia. È un ricordo che fa ancora male, ma quante opere di bene sono state compiute nel nome di Fabio attraverso la Fondazione, i familiari e gli amici!
Oggi cronoscalata di Peyragudes, 10,9 km. che possono rivelarci tante cose. È un percorso per interpreti sopraffini. Dopo tre chilometri quasi piatti si sale con una pendenza media del 7,9%e massima del 16%. Nel 2017 a Peyragudes vinse Romain Bardet e Fabio Aru conquistò la maglia gialla. Ma non era una cronoscalata, si trattava di una tappa di 214 km. partita da Pau. E Aru fu un fuoco di paglia. Altre cronoscalate, più recentemente, sono state decisive per la classifica generale del Tour.
Il 19 settembre 2020 (edizione posticipata causa Covid) a La Planche des Belles Filles accadde il ribaltone più imprevisto degli ultimi anni. Tutti avevano pronosticato l’impresa di Primoz Roglic e invece si impose il suo giovane connazionale Tadej Pogacar, al secondo anno di professionismo, che nessuno immaginava già pronto per trionfare nella Grande Boucle (divenne il secondo più giovane vincitore dopo Henri Cornet, primo nel 1904 a 19 anni).
Dal Paradiso all’Inferno: nella cronoscalata Passy-Combloux del 18 luglio 2023 toccò a Tadej Pogacar fare la fine del tordo impallinato. Vinse Jonas Vingegaard, che lasciò il rivale a 1’38”. Corsi e ricorsi storici, buoni per un ulteriore aggiornamento dopo la tappa di oggi.
Paolo Costa

