Frida, Hugo, la moglie Frida. Poi le lacrime del vincitore. Sembrava il campione di ghiaccio, fin troppo calcolatore in un Giro che ha ipotecato fin dai primi chilometri. Poi ieri all’arrivo e sul palco si è sciolto. Jonas Vingegaard ha vinto, dominato, la 109esima edizione del Giro d’Italia.
Il fuoriclasse danese della Visma-Lease a Bike ha completato la Tripla Corona, conquistando in neanche quattro anni tutti e tre i Grandi Giri: il Tour de France nel 2022 e 2023 e la Vuelta nel 2025. Un’impresa riuscita soltanto ad altri sette campioni nella storia di questo sport: Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome.
Ieri, però, ha rivelato il suo autentico segreto, l’origine della sua forza di guerriero del pedale. Sono i piccoli Frida e Hugo che ieri ha riabbracciato dopo tre settimane.
La commozione di Vingegaard
Visibilmente commosso, il danese ha faticato a trovare le parole giuste: “Aver vinto tutte e tre i grandi giri è davvero speciale per me. È difficile trovare delle parole per descrivere la mia emozione. Ed è davvero speciale avere la mia famiglia qui al traguardo, averli con me, baciarli. Mi hanno sempre sostenuto, e naturalmente si tratta di emozioni importanti. Ho vinto tante gare, ma non ho mai sentito niente di simile, averli qui accanto a me è davvero così speciale. Mi hanno sopportato tanto, in tutto, e non ce l’avrei fatta senza di loro”.
Oggi Vingegaard se la prenderà comoda. Rimarrà a Roma per qualche giorno con la famiglia. Riposo e divertimento. Poi tornerà in Danimarca per riprendere la preparazione in vista del Tour de France.
Angelo De Lorenzi

