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Abbiamo un campione, Lorenzo Mark Finn; ma non roviniamolo

Il ragazzo che fa sognare l'Italia studia al Liceo Scientifico, assomiglia tanto a Remco Evenepoel e parla un ottimo inglese

Un po’ incredulo, un po’ spaesato, qualche brufolo sul viso e un inglese “perfect”. Lorenzo Mark Finn, ieri nel dopo corsa, dopo aver conquistato l’oro Mondiale nella prova in linea Juniores, si è presentato al pubblico, in quelle quattro battute rilasciate ai microfoni. Ha dimostrato di essere un ragazzo intelligente ed educato, ha fatto intendere che rispetterà le fasi della sua crescita e non vorrà bruciare le tappe.

Giovedì 26 settembre, per lui, è stata la giornata perfetta. Ha tirato fuori il coraggio ed è scattato a 60 chilometri dal traguardo, manco fosse Remco Evenepoel, quando la corsa era già tirata e gli avversari rischiavano l’asfissia. Poi, raggiunto da un paio di altri corridori non ha perso la bussola, è scattato di nuovo e non c’è stata storia per tutti gli altri.
Non partiva con i favori assoluti del pronostico, ma Lorenzo era convinto di poter essere fra i protagonisti della corsa. Candidati alla vittoria erano altri, come Philipsen, l’anno scorso campione del mondo sia su strada e Seixas, oro a cronometro e vincitore del Giro della Lunigiana proprio su Finn.

Lo scatto di Lorenzo Mark Finn a sessanta chilometri dal traguardo

Diciamo le cose come stanno: Lorenzo ha fatto l’impresa. Con la sua vittoria di ieri l’Italia ritorna campione de mondo Juniores dopo ben 17 anni: era infatti dalla doppietta di Ulissi 2006-2007 che l’Italia non si aggiudicava questo titolo.

Nato il 19 dicembre 2006 Lorenzo è alla seconda stagione nella categoria juniores. Di papà inglese, abita ad Avegno (Genova) e corre nella formazione tedesca Grenke, vivaio della Red Bull di Primoz Roglic. Il ragazzo, come già detto, ha attaccato a 60 km dall’arrivo, è stato ripreso da quattro corridori e poi se ne è andato a 20,9 km sulla seconda salita del circuito staccando facilmente lo spagnolo Alvarez. Da quel momento è stata una cavalcata trionfale: dopo 127 km di gara, Finn ha vinto – anzi trionfato – con distacchi importanti: argento al britannico Grindley a 2’05”, bronzo all’olandese Remijn a 3’06”.

Ma non assomiglia a Remco Evenepoel?

Lorenzo è al quarto anno del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Genova , prima di dedicarsi alla bici giocava a calcio e a tennis. Complice un problema al ginocchio che gli preclude la possibilità di continuare in quelle discipline sportive approda al ciclismo. Nelle prime gara fa fatica, il suo fisico non è ancora sviluppato e volte non finisce nemmeno le corse. Viene accompagnato da mamma e papà entrambi ingegneri. Nel 2013, fra gli Juniores, arrivano le prime vittorie di peso. Ad aprile il primo successo in provincia di Arezzo, poi mette in fila le vittorie nella Sandrigo-Monte Corno, la cronoscalata Cene-Altino, e le prestigiose Pian Camuno-Montecampione e la Collegno-Sestrière. A un certo punto ama salutare la compagnia e andarsene dal gruppo, fuggire, arrivare sul traguardo in solitaria; e in questo, assomiglia tanto a Remco Evenepoel. La somiglianza con il piccolo cannibale non è solo fisica: nella tappa finale del Lunigiana, quella di Terre di Luni, ha alzato le braccia al cielo battendo, inoltre, il record di scalata del Montemarcello  proprio di Evenepoel: 7’38” il tempo di Finn, 16” più veloce di Remco che lo fece nel 2018.

Lorenzo, dopo la vittoria al Mondiale di Zurigo, punta a completare la scuola, prendere la maturità scientifica e poi chissà, iscriversi all’Università. Non sarà semplice, non sarà facile, come ha detto la mamma nel post corsa (la signora Chiara), ma ci proverà: “step by step”, un passo alla volta. Dovrà portarsi in giro i libri durante gli allenamenti e le gare, sfruttare ogni interstizio di tempo a disposizione.
Vedremo. Sappiamo che un giorno potrà passare tra i professionisti, prendere il testimone di Roglic all’interno della Bora, vincere un Giro d’Italia e magari anche il Tour de France, ma lasciatelo crescere, divertirsi, studiare persino perdere anche un po’ di tempo. Ne ha diritto.

Angelo De Lorenzi

 

 

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