Dopo 43 anni quarantatré anni di onorato servizio – la Zalf Euromobil Desirée Fior dà il proprio addio alle corse. Un addio, un ritiro che rattrista, che appare anche come la cartina al tornasole del nostro ciclismo, in crisi nelle categorie giovanili, con talenti che stentano a trovare una squadra. Mancano gli sponsor, mentre all’estero è tutta un’altra musica. Zalf Euromobil Desirée Fior è stata – ormai si scrivere al passato – una delle squadre più blasonate, vivaio di corridori che si sono affermati nel professionismo: otto titoli mondiali, 3 titoli europei, 30 titoli tricolori, insomma per anni una vera eccellenza, un punto di riferimento per il ciclismo giovanile italiano e regionale.
Un silenzio assordante e nemmeno i titoli di coda
Come è stato detto anche durante la trasmissione Rai, Radio Corsa, è molto triste che non ci si stato nemmeno un cenno di ringraziamento per quanto fatto dalla famiglia Lucchetta e da Egidio Fior in questi 43 anni da parte della Federazione Ciclistica Italiana né tantomeno dal Comitato Regionale Veneto.
I tempi cambiano si dirà. La Zalf smette per problemi economici, ma intanto i nostri talenti sono obbligati ad andare all’estero per costruirsi le basi di una solida carriera come insegna la vicenda di Lorenzo Mark Finn, l’iridato junior che corre in una squadra straniera, la Red Bull – BORA hansgrohe Rookies. Pure nel ciclocross, i nostri talenti vanno all’estero, in particolare in Belgio.

