Attraverso un processo chiamato lamatura, durato un paio di mesi, oggi, domenica 14 dicembre, il Velodromo Maspes Vigorelli è tornato a risplendere, pronto ad accogliere un gruppo di giovani ciclisti che hanno provato l’ebrezza dell’elisse, i curvoni di pendenza verticale, i giochi di luce che si creano fra le colonne di un impianto sportivo che pare una cattedrale, al pari del Duomo.
Sono le prove generali del vero e proprio debutto di stagione in programma marzo. Nella primavera 2026, infatti, è prevista la ripresa dell’attività del Centro Territoriale Pista riconosciuto dalla Federazione Ciclistica Italiana, ovvero gli allenamenti degli atleti tesserati per le società.
Al Velodromo Vigorelli la scuola di ciclismo rivolta ai bambini
Riaprirà inoltre la scuola di ciclismo federale di Milano rivolta ai bambini e ai ragazzi milanesi e dell’area metropolitana, dai 3 ai 18 anni. Il Vigorelli grazie all’impegno dei volontari del Comitato Velodromo Vigorelli è un cantiere aperto. Sulle nuove
iniziative ne sapremo di più nelle prossime settimane.
Ad applaudire i giovani ciclisti questa mattina era presente anche Martina Riva, assessore allo sport del Comune di Milano.
Chiedimi che cosa è il Velodromo Vigorelli
Il Vigorelli è stato per anni uno dei simboli di Milano. Le sfide all’ultimo palmer fra Antonio Maspes e Sante Gaiardoni, il segreto di una bici costruita da Faliero Masi, i record dell’ora di Ercole Baldini, Fausto Coppi, Francesco Moser, il pugilato di Duilio Loi, gli allenamenti di Sugar Ray Robinson, le riprese cinematografiche di Luchino Visconti per uno dei grandi capolavori del neorealismo, «Rocco e i suoi fratelli», le atmosfere della palestra Ravasio dove hanno fatto a pugni anche Gino Bramieri e Walter Chiari. La prima volta dei Beatles in Italia e quella sciagurata idea di trasformare la pista in un cinodromo.
Lunga vita al Vigorelli!
Angelo De Lorenzi

In punta di sellino n. 10 – dicembre 2025

