Lo scorso 25 dicembre Aristide Frascadore aveva compiuto 91 anni. A inizio aprile i medici gli avevano impiantato un pacemaker di ultima generazione per regolare il ritmo cardiaco, raccomandandogli una ventina di giorni di riposo. Aristide aveva diligentemente osservato le indicazioni, poi venerdì mattina la giornata era invitante per un’uscita in bicicletta. La pioggia aveva lasciato spazio a un clima fresco, i temporali solo un ricordo e l’indomito “ragazzo”, appassionato di ciclismo, era rimontato sulla sua bici da corsa in direzione della Brianza. Come suo solito, almeno due volte alla settimana, partiva dalla sua abitazione milanese nei dintorni di piazza Maciachini per raggiungere Monza, la villa Reale e da lì traguardare Carate Brianza e poi il ritorno a casa.
Chi lo ha conosciuto riferisce di un ciclista allenato e prudente. Venerdì, un venerdì santo a ridosso della Pasqua, poco prima delle 11.30, però, per cause ancora da accertare, la sua bicicletta nera è stata agganciata da un articolato che le stava di fianco lungo la carreggiata di via Battisti che conduce alla Villa Reale di Monza. Chi conosce la zona sa che questa via è molto frequentata sia dai mezzi che dai cicloamatori che vanno a pedalare verso la Brianza e i più allenato fin sulla salita del Ghisallo e ritorno.
Aristide Frascadore era uno sportivo
Per Aristide non c’è stato nulla da fare. Il resto è cronaca. Gli agenti della polizia locale accerteranno l’eventuale responsabilità dell’autista che è stato rintracciato a una decina di chilometri nei pressi dello stabilimento Rovagnati di Biassono. Sta di fatto che Aristide è stato trascinato sino all’incrocio con viale Brianza, a circa 500 metri dal punto di impatto e la bici si è sganciata poco più avanti sulla strada che porta a Vedano al Lambro. Il mezzo non si è fermato per prestare i soccorsi, non sappiamo se si sia accorto della tragedia.
Aristide ci ha lasciato mentre faceva la cosa che più amava in quel momento. Aveva 91 anni, ma ne dimostrava meno, forse 70. Era uno sportivo, amava andare in bici, ma anche camminare.
il sit in di Fiab Monza in Bici
Dopo l’incidente, circa una trentina di cittadini e ciclisti di tutte le età hanno partecipato nel pomeriggio ad un sit-in, profondamente toccati dal grave incidente che ha sconvolto la città Monza. In sella alle loro bici – una riunione pacifica e spontanea – per dire basta ai morti sulle strade. Nel giro di poche ore si sono dati appuntamento gli attivisti di Fiab Monza in Bici e si sono ritrovati lì nel punto dell’ennesima tragedia sulle strade che ha coinvolto.
Ciao Aristide, continua a pedalare dove tu sei.
Angelo De Lorenzi

