Come un fulmine a ciel sereno la notizia del ritiro dall’attività agonistica di Simon Yates. Un abbandono che alimenta già le discussioni perché sino a quattro giorni fa il corridore britannico si trovava in ritiro con la squadra a Calp, in Spagna.
A pochi giorni dall’inizio della stagione 2026, che sarebbe stata la sua 13esima tra i professionisti, il britannico, 33 anni, ha annunciato, congiuntamente alla squadra Visma | Lease a Bike, l’addio alle corse. Il corridore che lo scorso anno ha vinto il Giro d’Italia avrebbe dovuto presentarsi quest’anno per il bis. E invece, ci ha ripensato…
Le parole di Yates
“Ho preso la decisione di ritirarmi dal ciclismo professionistico – ha scritto Yates -. So che per molti potrà essere una sorpresa, ma non è una scelta presa alla leggera. Ci ho pensato a lungo e ora sento che questo è il momento giusto per fare un passo indietro e lasciare questo sport. Il ciclismo ha fatto parte della mia vita da quando ho memoria. Dalle prime gare su pista al Velodromo di Manchester, fino a competere e vincere sui palcoscenici più importanti e a rappresentare il mio Paese ai Giochi Olimpici, ha segnato ogni capitolo della mia esistenza. Sono profondamente orgoglioso di ciò che sono riuscito a ottenere e altrettanto grato per le lezioni che questo percorso mi ha insegnato. Le vittorie resteranno sempre momenti speciali, ma anche i giorni più difficili e le battute d’arresto sono stati fondamentali: mi hanno insegnato la resilienza e la pazienza, rendendo i successi ancora più significativi”.
E ancora: “A tutte le persone che mi hanno sostenuto lungo il cammino, dallo staff ai compagni di squadra: la vostra fiducia incrollabile e la vostra lealtà mi hanno permesso di realizzare i miei sogni. Anche quando io dubitavo di me stesso, voi non l’avete mai fatto. Grazie. Alla mia squadra, Team Visma–Lease a Bike, grazie per la comprensione e il supporto rispetto alla mia decisione di fermarmi ora. Mi avete dato l’opportunità di riscrivere la mia storia e, attraverso fiducia e convinzione reciproca, lo abbiamo fatto insieme. Grazie. Alla mia famiglia: avete condiviso con me i sacrifici che questo sport comporta. Le assenze e i compleanni mancati non sono mai stati facili, eppure avete sempre compreso quanto questo viaggio fosse importante per me e lo avete sostenuto con tutto il cuore. Vi devo più di quanto riuscirò mai a esprimere a parole. Grazie. Lascio il ciclismo professionistico con grande orgoglio e con un profondo senso di serenità. Questo capitolo mi ha dato molto più di quanto avrei mai potuto immaginare: ricordi ed emozioni che resteranno con me ben oltre la fine delle corse, qualunque cosa mi riservi il futuro. Grazie per il viaggio. Simon”.

