Il ciclismo femminile sta vivendo una fase di crescita straordinaria: calendari sempre più strutturati, maggiore visibilità internazionale, team professionali e competizioni di altissimo livello, anche in parallelo ai grandi eventi maschili.
In questo scenario di forte evoluzione nasce il Cycling Women Project, un’iniziativa promossa da Cycling Lab, realtà svizzera diretta dal Dott. Andrea Zanfrini, con l’obiettivo di introdurre un approccio strutturato, multidisciplinare e consapevole alla salute dell’atleta nel ciclismo femminile.
Cycling Women Project, non solo consulenza
Non si tratta di un semplice servizio di consulenza, ma di un progetto culturale prima ancora che tecnico: un percorso pensato per affrontare in modo sistematico e senza tabù temi ancora troppo spesso sottovalutati. Negli ultimi anni, anche grazie al dibattito acceso durante l’ultima stagione agonistica, atlete, tecnici e media hanno iniziato a confrontarsi apertamente su questioni cruciali: RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport), amenorrea, densità ossea, fratture da stress, burnout, pressione sul peso e composizione corporea.
Problematiche che non rappresentano casi isolati, ma segnali di un sistema che necessita di strumenti più adeguati, soprattutto in termini di prevenzione.
Il Cycling Women Project interviene proprio in questo spazio, integrando competenze mediche, psicologiche, nutrizionali, fisioterapiche e biomeccaniche attraverso protocolli personalizzati costruiti sulla fisiologia femminile.
Il progetto pone particolare attenzione alla salute ormonale e alla gestione del ciclo mestruale in relazione ai carichi di allenamento. L’amenorrea non viene considerata un effetto collaterale accettabile della performance, ma un segnale di allarme da intercettare tempestivamente.
Accanto all’aspetto fisiologico, l’educazione nutrizionale assume un ruolo centrale: superare la cultura della pressione estrema sul peso significa proteggere metabolismo, equilibrio ormonale e salute psicologica, oltre che migliorare la performance nel lungo periodo.
Grande attenzione viene dedicata anche alla gestione degli infortuni e ai rientri in gara, con percorsi strutturati che evitino recuperi affrettati e riducano il rischio di ricadute.
La pressione sui risultati, l’insicurezza contrattuale, la paura del giudizio e il rapporto con il proprio corpo sono fattori spesso silenziosi ma determinanti. Il burnout non è un evento improvviso, ma l’esito di uno stress cronico non riconosciuto.
Il Cycling Women Project integra quindi un supporto psicologico qualificato, riconoscendo la connessione profonda tra mente e corpo e promuovendo uno spazio sicuro di ascolto, riservatezza e consulenza individuale, sia online sia in presenza.
Lo staff
All’interno del progetto collaborano professionisti italiani e internazionali:
• Dott.ssa Manuela Ansaldo – Psicologa, Dottore di Ricerca in Neuroscienze, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, EMDR II Livello
• Dott.ssa Erica Lombardi – Dietista, MBA in Diritto e Management dello Sport, con esperienza nel ciclismo World Tour femminile e maschile
• Dott. Luca Zenti – Preparatore atletico, Laurea in Scienze Motorie, sperienza nel ciclismo World Tour femminile,
• Prof.ssa Maria Angela Ciurleo – Composer e Sound Designer, ideatrice del metodo RFT (Resonance Frequency Therapy)
• Dott. Andrea Zanfrini – Fisioterapista e Biomeccanico, Laurea in Fisioterapia
La biomeccanica viene affrontata con un approccio specifico per l’atleta donna, considerando differenze strutturali e funzionali spesso trascurate, anche in relazione agli aspetti emotivi che possono influenzare postura, respirazione e gesto tecnico.
Un capitolo fondamentale del progetto riguarda la salute riproduttiva e la maternità. Il ciclismo femminile moderno deve poter accompagnare le atlete anche in questa fase della vita, prevedendo percorsi di rientro personalizzati sotto il profilo fisiologico, nutrizionale e psicologico.

