“Quando vediamo nei nostri corridori del talento li buttiamo nella mischia, non vogliamo tenerli di certo nella bambagia”. Così Alessandro Guerciotti, Ceo dell’omonima azienda, incontrato martedì sui campi di Seregno durante il Ciclocross dell’Epifania. L’azienda milanese è appunto sinonimo di ciclocross con la Fas Airport Services-Guerciotti, la squadra italiana di riferimento per l’attività del fuori strada. A pochi giorni dallo svolgimento dei campionati italiani che si disputeranno a Brugherio il 10 e 11 gennaio abbiamo approfittato per rivolgergli qualche domanda sullo stato di salute della disciplina in ottica tricolore e per chiedergli qualche “spigolatura” sui corridori del team giallonero.
Come vive questa vigilia?
Beh, siamo vicinissimi all’appuntamento più importante della stagione, che ci vede anche organizzatori. È il secondo campionato in tre anni. Abbiamo deciso di cambiare la location scegliendo Brugherio, il percorso è sicuramente uno dei più suggestivi in Italia. Organizziamo la corsa assieme a Mtb Increa, un gruppo molto valido che ha dimostrato di saper far crescere negli anni questa manifestazione. Oggi la gara di Brugherio è una corsa iconica a livello internazionale.
Può dirci qualcosa a proposito del tracciato?
È un percorso sicuramente molto tecnico ed è uno dei più belli paragonabile a quelli che troviamo in Belgio. Il tracciato alterna parti tecniche, a zig zag, ai classici “drittoni” dove occorre saper tirare fuori la potenza del “motore”. Possiamo dire, in definitiva, che è un percorso completo che esalterà il più forte di ciascuna categoria.
Il vostro obiettivo come squadra?
Puntiamo a vincere il Team Relay che come disciplina è diventata sempre più importante a livello internazionale e quindi anche in Italia. Vogliamo vincere questa gara per il quarto anno consecutivo.
Sarete dunque lo squadrone da battere?
Diciamo che vogliamo confermarci come la squadra numero uno in Italia un po’ in tutte le categorie.
Quali saranno i protagonisti delle gare del prossimo fine settimana?
Di sicuro gli atleti già protagonisti della stagione. Assisteremo, per esempio, alla sfida fra Patrick Pezzo Rosola e Filippo Grigolini, che hanno fatto molto bene anche a livello internazionale. Da tenere d’occhio la “nostra” Giorgia Pelizotti, fra le juniores, che ha fatto grandi progressi negli ultimi tempi e che di recente ha vinto a Zondhoven una corsa di Coppa del Mondo. Fra le donne Under 23, visto che non correrà la Corvi, la favorita potrebbe essere Elisa Ferri, che ha dimostrato quest’anno di poter competere a livello delle Elite. Sarà sicuramente tra le protagoniste anche se non dobbiamo mai dimenticarci che nel ciclocross l’insidia è sempre dietro l’angolo. Basta poco per perdere: un incidente meccanico, una caduta …
Come sta il ciclocross in Italia?
Molto bene. Il movimento, la base giovanile, sta crescendo. A livello internazionale le prestazioni di Stefano Viezzi e quelle di Agostinacchio sono sotto gli occhi di tutti e poi non dimentichiamo, ovviamente, Sara Casasola. Ricordiamo che Viezzi ha vinto il titolo di Campione del Mondo Juniores nel febbraio 2024 a Tabor… C’è anche un certo Filippo Fontana che sta crescendo di condizione. In campo femminile Elisa Ferri, al primo anno, ha conquistato un sesto posto ai Campionati Europei. Abbiamo atleti competitivi anche a livello internazionale e nei prossimi tre anni potremmo toglierci delle grandi soddisfazioni.
I giovani più competitivi nel ciclocross non rischiano di essere assorbiti dalla strada?
Fino a qualche anno fa poteva esserci questa possibilità, ora non più. Mattia Agostinacchio, per esempio, corre per la Education First e potrà continuare a praticare anche il ciclocross.
Sta cambiandolo la mentalità?
Penso che programmando bene la stagione un corridore possa essere competitivo sia su strada, sia nel ciclocross. I corridori più forti iniziano a correre già a dicembre, non faranno la stagione completa, ma potranno dedicarsi con profitto ad entrambe le discipline puntando alle gare che contano, quelle di Coppa del Mondo.
Una vostra atleta, Giorgia Pelizotti, sta andando molto forte. Non c’è il pericolo di bruciare un talento?
Quando un’atleta comincia a collocarsi tra le prime cinque – sette posizioni nella gare di Coppa del Mondo – , vuol dire che l’anno dopo può puntare a fare bene. E Giorgia lo sa perché è seconda nella classifica di Coppa del Mondo, ha conquistato due podi, ha vinto gare importanti come, recentemente, quella di Zonhoven. Ovvio che davanti ha delle atlete come la francese Lise Revol, campionessa del mondo, che è un vero fenomeno.
Non c’è pressione sulle giovani per arrivare subito al risultato?
No, assolutamente. La politica del nostro team è far crescere con tranquillità e gradualità, senza pressioni. Ovviamente se vediamo che un atleta ha i numeri lo portiamo all’estero a fare esperienza, non lo teniamo certo nella bambagia come abbiamo fatto con Francesco Dell’Olio, al primo anno Juniores, che sta facendo molto bene (un terzo e un quinto posto nelle gare di casa nostra ma soprattutto ha disputato due prove di Coppa del Mondo juniores finendo 13° a Tabor e 14° a Flamanville ndr). Mi piace ripetere le parole del nostro Vito Di Tano: l’importante è che il corridore dia il 100%. Poi può capitare di tutto, gli avversari molto forti o un incidente meccanico, ma i nostri atleti devono dare sempre il massimo.
Angelo De Lorenzi

