Un viaggio di ventidue tappe nel Giro d’Italia del 1976: il racconto epico dell’ultima impresa di Felice Gimondi, che a quasi trentaquattro anni conquista la maglia rosa davanti a Merckx, Moser e una nuova generazione di rivali. Dal 15 maggio in libreria “50 anni da Felice. L’ultimo trionfo di Gimondi al Giro d’Italia” di Massimiliano Muraro, con la postfazione di Norma Gimondi. In libreria in concomitanza con il Giro d’Italia 2026, a cinquant’anni esatti dall’impresa.
Felice quel Giro
Il 12 giugno 1976 Felice Gimondi porta a compimento l’ultima impresa della sua straordinaria carriera sportiva: contro ogni pronostico, a quasi trentaquattro anni, vince il suo terzo Giro d’Italia. A Milano è lui a salire sul gradino più alto del podio con indosso la maglia rosa, davanti al belga Johan De Muynck e al campione in carica Fausto Bertoglio, in un’edizione della corsa che ha visto impegnato anche Eddy Merckx.
Il libro di Massimiliano Muraro (Ediciclo Editore, collana Miti dello sport) celebra quel trionfo ripercorrendolo tappa dopo tappa, dalla Sicilia alla Lombardia, attraverso gli Appennini e le Alpi, in un racconto che va ben oltre la cronaca sportiva. Il declino del Cannibale, l’ascesa di Moser, le volate di De Vlaeminck e la tragedia di Santisteban sono solo alcune delle storie che fanno da corollario all’impresa.
L’autore, storico dell’arte, giornalista e ciclista appassionato, ha costruito il libro ispirandosi dichiaratamente alle cronache di Dino Buzzati al Giro d’Italia del 1949: ogni tappa diventa occasione per esplorare i luoghi attraversati dalla corsa con digressioni su arte, letteratura, storia e antropologia, dai Bronzi di Riace ai Sassi di Matera, dal Vajont alla Madonna del Ghisallo, dal Duomo di Cefalù alle Dolomiti. Un intero capitolo è dedicato ai legami tra ciclismo e cultura: da Buzzati a Pratolini, da Brera a Gianni Mura, da Pascoli a Rodari, fino alle canzoni di Paolo Conte, De Gregori e Guccini.
Norma scrive a papà Felice
L’architettura narrativa del volume comprende anche tre lettere ideali dell’autore indirizzate a Felice Gimondi, inserite in momenti chiave del racconto: alla vigilia della partenza da Catania, nel giorno di riposo a Varazze e nell’epilogo a Milano, dopo la vittoria. Una scelta che intreccia la dimensione autobiografica con quella sportiva: Muraro è nato nel 1976, lo stesso anno del trionfo di Gimondi, e la passione per il ciclismo gli è stata trasmessa dal nonno, contadino veneto e grande tifoso del campione bergamasco. Anche i loro padri condividono lo stesso mestiere: camionisti, gente di strada abituata alla fatica e alla tenacia.
Il volume è arricchito dalla postfazione di Norma Gimondi, figlia di Felice, che in un dialogo ideale con il padre ripercorre ricordi e dichiarazioni legate a quel Giro, restituendo la voce intima e umana del campione. L’uscita del libro, in concomitanza con il Giro d’Italia 2026, celebra il cinquantennale di un’impresa che resta tra le più grandi della storia del ciclismo italiano.
Il primo incontro con l’autore:
📌 Giovedì 14 maggio 2026, ore 18:00
📍 Motovelodromo di Torino, Corso Casale 144 (evento Salone OFF)
Massimiliano Muraro presenterà 50 anni da Felice insieme a Giacomo Pellizzari, in libreria con A.C. Confidential di Antonio Colombo e Giacomo Pellizzari (Ediciclo Editore).
Tra aneddoti e letture dal vivo, il pubblico potrà vivere l’emozione di un giro in pista e concludere la serata con una cena conviviale.
Prenotazione obbligatoria entro il 12 maggio: info@move.torino.it

