Non si placano le polemiche dopo la squalifica di Lorena Wiebes dal Giro Women.
La belga del team SD Worx-Protime è stata allontanata dal Giro dopo che sono state trovate delle irregolarità sulla sua bicicletta al termine della prima tappa da Cesenatico a Riccione. Dopo qualche ora dal termine della tappa iniziale è arrivata la clamorosa notizia dell’estromissione della corsa della campionessa olandese, colpevole di aver utilizzato una bici non conforme al regolamento per mancato rispetto dei limiti di peso. Il team SD Worx-Protime non solo ha protestato, ma avrebbe anche minacciato azioni legali.
A calare il carico e ad aumentare le polemiche ci ha pensato l’agente dell’atleta, André Boskamp, intervistato dal portale olandese WielerFlits, è tornato sul mezzo “incriminato”:
““Era sempre la stessa bici. E Lorena stessa ha riferito allo staff della squadra che stavano pasticciando con i controlli. Hanno gestito la situazione in maniera dilettantesca. Così facendo si danneggia la credibilità del ciclismo”.
Lorena Wiebes non andava cacciata
Se è vero che esistono delle regole e vanno rispettate, il provvedimento tuttavia è parso a molti fuori misura come per il direttore di Tuttobiciweb, Pier Luigi Stagi. Bastava una retrocessione e magari una multa, ma non essere cacciati dalla corsa.
Abbastanza curioso, poi, che la seconda classificata della tappa iniziale, Elisa Balsamo, non abbia cercato di indossare la maglia rosa il giorno successivo, almeno in modo più sobrio. Ma tant’è.
Angelo De Lorenzi

