La vittoria clamorosa di Filippo Conca ai Campionati italiani élite in queste ore tiene banco sui social. Oggi non si fa che parlare di questo “ex-professionista” che ha battuto i grandi con una squadra dalla maglia completamente bianca, una società dilettantistica che non paga nemmeno i corridori: la SwattClub non è né Continental, né Professional, né World Tour, e domenica ha messo in fila tutti, compreso lo squadrone dell’Astana, persino Milan e Ganna (fra i pronosticati alla vigilia), messi completamente fuori gioco. Ma attenzione a chiamarla una squadra di “dilettanti”, perché se è vero che pare essere un team strampalato, dimostra invece di lavorare con metodo e di avere una visione.
Heat training e programmazione
Come hanno fatto a dominare la corsa di domenica? È spiegato nel sito della squadra: “Con l’Heat training abbiamo dominato il Campionato italiano”. Ma innanzitutto, una “premessa “su Conca: ha realizzato un sogno a cui pochi credevano anche all’interno dello Swatt Club. Un ragazzo con esigenze e una storia diversa da tutti i suoi compagni, fatto che ha spesso diviso la squadra. Pippo è arrivato da noi a causa di un problema che sta affliggendo lo sport contemporaneo, perfino la società: il tutto e subito. Non è una colpa del ciclismo italiano, è una piaga che in tutti gli sport si traduce in ragazzi trattati come scatole da sbattere a destra e sinistra in pochi anni, la ricerca del nuovo Pogačar già da junior e la narrazione dell’essere vecchi a ventitré anni. Qualcosa che abbiamo provato da atleti sulle nostre spalle; abbiamo perciò promesso a noi stessi, dal primo giorno, di non trattare mai nessun atleta in questo modo. Si può rimanere senza contratto con 86 di Vo2 Max e 500 Watt sui venti minuti? In questo ciclismo si, il livello è spaventoso”.
Hanno messo il dito nella piaga
La squadra di “dilettanti” ha messo esattamente il dito nella piaga che affligge il ciclismo attuale. Non si fanno crescere i giovani, li si vuole performanti già in tenera età. Risultato: un patrimonio umano professionale buttato al mare. Ma i tempi sono cambiati, The Times They Are a-Changin’, cantava un profetico Bob Dylan, erano gli anni ‘60. Anche nel ciclismo è il caso di guardare la realtà che muta. Così ci si può ribellare.
Aprire il fisico in due come una forma di vita
La squadra di Conca, invece di rincorrere il calendario a ogni costo, ha quindi pianificato la prestazione, ha programmato, ha fatto crescere gli atleti settimana dopo settimana sino ad arrivare domenica al top: “Gaffu (Gaffurri che corre ed è anche il preparatore della squadra) da quando è arrivato allo Swatt Club ha inculcato la mentalità del volume: ore e ore in sella. Rendere il fisico efficiente, fare esplodere i mitocondri d’ossigeno. Cuocere a fuoco lento e sposare una filosofia, non le fotocopie che abitano nella vecchia scuola del due per venti al medio e i lavori di diciotto minuti. Tutto ciò condito con aperte in Vo2 ad alte cadenze, aprire in due il fisico come forma di vita”.
Il protocollo Studio Aperto
Si tratta di allenamenti supportati da studi, analisi, ricerche: e training innovativi. Quest’anno la preparazione della squadra è stata incentrata sull’heat training: “L’adattamento del fisico al caldo, abituarlo a convivere e performare con questo fattore. Ricercare queste situazioni a ripetizione, come? Lunghe sedute sui rulli vestiti, uscite nelle ore più calde lanciando il protocollo “Studio Aperto” delle ore 13. Tutto questo ha fatto scappare di mano la situazione, con i nostri amatori che ormai escono in lungo anche nel cuore di giugno; state esagerando, ragazzi. La gara di ieri è stata la ricompensa di tutto ciò. Caldo infernale e tutti i cinque ragazzi davanti brillanti, nell’epoca in cui i preparatori predicano di fare altura sull’Everest senza pensare a giornate così. Ginestra e Carollo in fuga, Conca primo, Gaffuri quinto” .
Angelo De Lorenzi

