Secondo l’accusa avrebbe fatto sparire foto, medaglie, articoli di giornali e cimeli di Gino Bartali. Sotto accusa per furto un 58enne che vive a Senigallia, Giovanni Spenga. La vicenda era cominciata quando le figlie di Andrea Bartali, primogenito di Gino, e nipoti del grande campione, Stella e Gioia, avevano cercato attraverso degli annunci uno svuota cantine per smaltire del mobilio nell’abitazione a Montefano del loro
papà Andrea, venuto a mancare il 23 giugno del 2017. Così avevano preso contatti con il 58enne per portare via gli oggetti.
Secondo l’accusa, sostenuta ieri in aula dal pubblico ministero Rocco Dragonetti, il 58enne, il 18 marzo 2024, approfittando dell’incarico ricevuto di portare via alcuni oggetti selezionati dalle nipoti del ciclista, accantonati nel garage e nel salotto dell’abitazione appartenuta ad Andrea Bartali, si sarebbe impossessato di cimeli appartenuti al grande campione. Si tratterebbe di fotografie, documenti, targhette onorative, medaglie, che sarebbero state messe in vendita. Quando ci si è accorti che mancava il materiale le nipoti hanno sporto denuncia. L’uomo è finito sotto accusa. Ieri in tribunale a Macerata si è svolta l’udienza predibattimentale, davanti al giudice Enrico Pannaggi, che ha disposto la prosecuzione del giudizio. La prossima udienza si svolgerà il 22 ottobre, davanti al giudice Federico Simonelli. Le nipoti di Bartali si sono costituite parte civile, assistite dall’avvocato Gerardo Pizzirusso. L’imputato, nel corso del processo avrà modo di dare la sua versione dei fatti, è difeso dall’avvocato Marco Subiaco.

