Ultimo tappone, da Albertville a La Plagne, tante salite e non un metro in piano. L’aggiornamento dell’ultima ora è che il Col de Saisies previsto dal percorso non sarà scalato a causa di un focolaio di dermatite nodulare contagiosa che ha colpito un allevamento bovino situato specificamente al Col des Saisies e che ha costretto gli organizzatori a modificare il tracciato e ad accorciarlo a 95 km rispetto ai 130 previsti.
La cerimonia di partenza avrà luogo come previsto all’uscita di Albertville. Dopo una sfilata di 7 km, i corridori si dirigeranno verso la D925, dove verrà dato il via ufficiale. La corsa riprenderà quindi il percorso originale poco prima di Beaufort. La partenza in zona neutra verrà data alle 14:30, un’ora dopo rispetto a quanto inizialmente previsto.
Tutto in tre salite, gran finale a La Plagne
Sparisce dal percorso anche la Côte d’Héry-sur-Ugine, che era praticamente la prima parte della salita al Col de Saisies, mentre si affronteranno regolarmente le altre tre salite previste dal percorso, vale a dire Col du Pré, Cormet de Roselend e La Plagne.

Il cuore delle Alpi francesi continua a promettere tantissima fatica, solo in parte alleviata dal maestoso scenario delle vette. I corridori rimasti sono chiamati a cimentarsi fino all’arrivo di La Plagne, al termine di 19 km. al 7,2% di media che per due volte, nell’84 e nell’87, sorrisero a Laurent Fignon, uno dei campioni più forti e più sfortunati che la Francia abbia avuto. Fignon detto “il professore” – semplicemente in quanto portatore di occhiali tondi e di un codino – ha lottato con la sfortuna in carriera e anche dopo. Ha vinto due Tour, un Giro, classiche, ma è ricordato soprattutto per le clamorose sconfitte, l’ultima delle quali procurata dal tumore che nel 2010 l’ha stroncato a soli 50 anni. È assolutamente da leggere la sua autobiografia “Eravamo giovani e incoscienti”, per i tipi della Mulatero Editore.
Il paradiso degli sciatori e formaggi à gogo
La stazione sciistica di La Plagne, collegata a Les Arcs dalla funivia, è una delle località più famose della Savoia, vasta area geografica alpina che merita frequentazioni sia estive che invernali. Da visitare sono la Val d’Isere, la Valle del Tarentaise, il Parco Nazionale della Vanoise, con i suoi 40 rifugi e 400 sentieri segnalati, regno di stambecchi e pastorizia.
Infinite le qualità di formaggi. Quelli di mucca sono i più caratteristici(qui è presente la vacca tarina o savoiarda dal caratteristico manto fulvo): il Beaufort a base di pasta cotta e il Bleu de Termignon a pasta non cotta.
Il corridore che questa sera sarà in testa alla classifica molto probabilmente potrà sentirsi al sicuro fino a Parigi, non essendo previste altre tappe con eccessive difficoltà. Ecco perciò per lui la possibilità di uno strappo alla regola con i gustosissimi formaggi della Savoia. Anche se, ricordava Gianni Mura, “sui formaggi un confronto fra Italia e Francia finirebbe 5-1 per noi, e peggio per loro che se la tirano tanto”.
Paolo Costa

