La penultima tappa del Tour unisce due località di provincia. Si partirà infatti da Nantua, un paesino di neanche 4 mila abitanti affacciato sull’omonimo lago, e si arriverà a Pontarlier (19 mila abitanti), cittadina vicinissima al confine con la Svizzera all’ombra delle montagne del Giura. Per chi non ha fatto indigestione di Alpi, ecco una bella galoppata di mangia e bevi, 184 km. nella regione di Borgogna-Franca Contea con salite e salitelle, quattro Gran Premi della Montagna, due di quarta, uno di terza e uno di seconda categoria. Quest’ultimo a 60 km. dal traguardo dopo 3,6 km al 9%.
Pontarlier, pastis e assenzio
Si pedalerà in luoghi periferici, pochi abitanti e tanto verde. Il paesaggio da queste parti suggerisce dolcezza insieme al desiderio di scovare qualche trattoria per gustare vini (bianchi e rossi) proposti da una produzione locale di valore assoluto. Pontarlier, principale centro di produzione di assenzio e pastis, che in comune hanno l’anice, è località di riferimento per chi pratica lo sci nordico e quindi più frequentata in inverno che in estate. Ma attenzione: scarsa densità abitativa non significa che il Tour avanzerà nel deserto. Anche queste strade di provincia, non troppo larghe e minacciate da un verde ora sedato dalla calura, avranno bordi affollati da suiveur e tifosi, gente che arriva dai paesi vicini o da lontano per seguire il passaggio della carovana e dei corridori. Perché il Tour è il Tour e luglio in Francia è il mese delle ferie. Scontata verità? Sì, certo. Come quella che i soldati di Jacques di Chabannes, signore di Lapalisse, intonarono in un canto di fronte alla bara del loro comandante ucciso in battaglia: “Ahinoi, se non fosse morto, sarebbe vivo”.

