domenica, Marzo 22, 2026
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TOUR. Tadej, un trionfo costruito sui Pirenei

Lo sloveno vince il suo quarto Tour e si avvicina ai grandissimi: Merckx, Anquetil, Hinault e Indurain. La rivelazione Lipowitz e la maglia verde conquistata da Jonathan Milan, ora tra i migliori velocisti del gruppo

Tadej Pogacar cala il poker, quarta vittoria sui Campi Elisi, a un passo dal gotha del ciclismo di tutti i tempi. L’appuntamento è per l’anno prossimo quando potrà arrivare a quota cinque come Eddy Merckx, Miguel Indurain, Jacques Anquetil e Bernard Hinault. Per il momento si deve “accontentare” dell’odierna vittoria, anzi il trionfo arrivato ieri non per caso dopo tre settimane tirate, dure, al limite della rottura. Però mai il suo regno è stato scalfito da un pur volonteroso Jonas Vingegaard reo di essere incappato in un paio di giornate non proprio all’altezza.

Tadey, il Cannibale, ha pure mostrato – a tratti – il suo volto umano. Ha detto di essere stanco, si è intabarrato per bene cercando un po’ di nascondere un malessere passeggero, tosse, freddo, gli acciacchi professionali.
Per il resto strategia perfetta e una gamba da paura.
Sorretto dalla squadra non ha mai avuto cedimenti. Ha solo dovuto lasciare sul campo qualche vittoria di giornata dopo aver vinto alla grande la battaglia.

Tadej
Jonathan Milan a.s.o./charly lopez

Strategia perfetta

Re Sole ha pensato bene di mettere fieno in cascina nella prima parte della gara, in particolare sulle frazioni pirenaiche per poi correre di rimessa sulle Alpi. Ha dato tutto sull’Hautacam destinata a essere l’impresa della sua carriera.
Straordinario anche nella cronoscalata da Loudenvielle ha Peyragudes, per il resto ha tenuto a bada il vichingo.

Un vichingo senza fantasia

Sul podio è salito Vingegaard, di più non ha potuto o saputo fare. Solo con una squadra in appoggio migliore avrebbe forse potuto inventare qualcosa, ma ci voleva la genialata e le gambe. La Visma si è in parte riscattata con l’imperiale vittoria di Wout Van Aert
che ieri a Parigi ha ritrovato quello smalto che si pensava avesse perso.

Il talento di Lipowitz

Chapeux a Florian Lipowitz, giovane tedescone di belle speranze che arriva dal biathlon: ieri sul terzo gradino nella graduatoria finale. Ne sentiremo parlare ancora.

Gli italiani? Sempre buona gente. Ci portiamo a casa la maglia verde di Jonathan Milan, conquistata con il sangue. Due vittorie al Tour con i migliori specialisti delle volate non è cosa da poco. Applausi! Bravi anche i vari Matteo Trentin, Davide Ballerini e Simone Velasco che si sono fatti vedere nelle tappe finali.

Tadey
Florian Lipowitz. A.S.O./Billy Ceusters

“Caro Tadej  e ora riposati”

Ora un solo consiglio al caro Tadej: si riposi, non vada alla Vuelta, solo qualche passeggiata da pensionato con la morosa Urska Zigart.
Poi si concentri sul finale di stagione, il Mondiale in Ruanda a fine settembre e Il Giro di Lombardia in ottobre.

Il gruppo a Parigi
A.S.O./Aurélien Vialatte

Angelo De Lorenzi

 

 

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