Sarebbe troppo facile liquidare questa vicenda come una follia, una magnifica ossessione o un semplice ghiribizzo della mente. Al contrario, si tratta di qualcosa di molto più profondo e serio. Questa mattina Salvatore Porcini, 68 anni (prossimo ai 69), è diventato ufficialmente il “Signore del Ghisallo”, il suo re assoluto e il massimo dominatore di una salita tanto celebre quanto ostica.

L’atleta ha affrontato e domato questa ascesa per ben mille volte dal versante più impegnativo, quello che parte dal lago: un record assoluto, degno del Guinness dei primati. «Perché l’ho fatto?», gli era stato chiesto qualche mese fa. «Perché il Ghisallo è il Ghisallo», aveva risposto con semplicità.
La sfida di Salvatore Porcini
Se i francesi hanno il leggendario Mont Ventoux, in Lombardia svetta questo “Moloch” da sfidare; un percorso al contempo dolce e respingente, tenero e arcigno. A rendere unico questo luogo è anche il Santuario che sorge in cima, simbolo della devozione alla Vergine, custode delle maglie storiche di campioni e corridori, e memoria di chi non c’è più, unito dallo stesso amore per la bicicletta.

All’arrivo, alle ore 10:15, sono seguite la celebrazione della Messa e la consegna della maglia alla Madonna del Ghisallo all’interno del Santuario. Salvatore aveva promesso che l’avrebbe donata in segno di gratitudine subito dopo la millesima salita. E ha mantenuto la parola.




