Ormai ci siamo. Alle 15, ora italiana, prende il via la prova in linea Uomini Élite dei Mondiali di ciclismo di Montréal 2026. Un’edizione che si preannuncia spettacolare e imprevedibile, segnata dal clamoroso forfait del campione uscente Tadej Pogačar, fermato da un infortunio rimediato alla Vuelta. Il belga Remco Evenepoel partirà con i favori del pronostico, ma dovrà fare una corsa accorta e guardarsi le spalle dalle nuove leve, in particolare da Paul Seixas, reduce dal bronzo della cronometro mondiale e dal messicano Isaac Del Toro, che potrebbe giocare la carta sorpresa su un tracciato non scontato.
Il percorso: 273 km di logoramento e muri spaccagambe
Chi pensa a un Mondiale canadese morbido dovrà ricredersi. Il tracciato misura ben 273,7 chilometri con un dislivello complessivo di 3.803 metri, diviso in due segmenti ben distinti. La partenza è fissata a Brossard per un primo tratto in linea di 103,3 km utile a far andare via la fuga della prima ora. Il tratto più impegnativo, però, comincerà una volta varcato il ponte Samuel-De Champlain: ad attendere il gruppo ci sono infatti 12 giri del circuito cittadino del Mont-Royal (13,4 km a tornata). Ogni giro presenta tre asperità in rapida successione: Voie Camillien-Houde (1,67 km al 7,4%): il punto più iconico, con punte del 10% che giro dopo giro scaveranno solchi profondi nel gruppo. Côte de la Polytechnique (780 metri al 6%): breve ma velenosa, con un vero e proprio muro di 200 metri all’11% perfetto per far esplodere la corsa. Avenue Pagnuelo (534 metri al 7,5%): L’ultimo trampolino di lancio prima della picchiata verso il finale. Il traguardo? Non banale.

Non sbagliare il finale: 500 metri al 4 per cento
Un rettilineo di 560 metri all’insù (4% costante) su Avenue du Parc, dove una volata classica sarà impossibile: vincerà solo chi avrà ancora fondo e ossigeno nel cervello.
I favoriti
Belgio corazzata, faranno la corsa. Del Toro lo spauracchio. Il messicano potrebbe giocare d’anticipo, la fantasia non gli manca e potrebbe produrre un attacco a sorpresa. Seixas è già una garanzia e potrebbe sfruttare il lavoro dei belgi per piazzare un affondo nel punto giusto. A fianco di Evenepoel correrà un supergregario di lusso come Wout van Aert, reduce da una Vuelta straripante che potrebbe giocare le sue carte. Il pericolo pubblico numero uno per la corazzata belga si chiama Isaac Del Toro. Il diciannovenne messicano ha letteralmente dominato il GP di Montréal su questo identico circuito solo dieci giorni fa. Subito dietro nella griglia dei favoriti troviamo la solita mina vagante Mathieu van der Poel e l’eclettico britannico Tom Pidcock (fresco del titolo mondiale di MTB Cross-Country).
Italia a due punte con la stellina Finn
L’Italia si presenta a questo Mondiale senza i favori del pronostico e senza un leader designato, una condizione che spesso ha esaltato la maglia azzurra. Il CT punterà sul collettivo e sulla solidità di Giulio Ciccone e Giulio Pellizzari. La vera curiosità sarà Lorenzo Mark Finn. A soli 19 anni, dopo aver fatto bottino pieno nelle categorie giovanili con il Mondiale Junior nel 2024 e quello U23 nel 2025, il ligure fa il suo esordio assoluto tra i professionisti Élite. Arriva a Montréal dopo un’estate leggendaria in cui ha firmato la doppietta Giro d’Italia Next Gen – Tour de l’Avenir. Non ha la pressione del risultato, correrà con la spensieratezza dei fuoriclasse e, su un percorso così esigente, la sua straordinaria cilindrata in salita potrebbe regalare una clamorosa sorpresa nel finale.
Angelo De Lorenzi

