martedì, Settembre 29, 2026
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I voti al Mondiale di Montreal: Usa super, McNulty da favola, Seixas rimandato

Brandon MCNULTY, 10 e lode. La corsa della vita per il supergregario di Tadej Pogacar. Azzarda nel punto giusto del percorso e gli altri stanno a guardare. Il dio del ciclismo, ieri, ha visto giusto e lo ha premiato. Un grazie alla squadra, gli Stati Uniti con Simmons, 4°, e Jorgesson, 8°. Brandon è un corridore vincente, un motore pazzesco, un passistone con i fiocchi capace di resistere in salita, e ieri lo ha dimostrato. Gregario per caso.

Michael MATTHEWS, 9. Ha corso benissimo con testa e cuore, centellinando gli sforzi per arrivare fresco (si fa per dire) nel finale. Applausi.

Mathieu VAN DER POEL, 7. Ha corso di fantasia con gamba potente. Poteva andare meglio. Giocando d’anticipo ai meno settanta, ha dato una fisionomia alla gara. Dal ciclocross alla gloria, quasi.

Paul SEIXAS, 5. Decisamente sotto tono rispetto alle sue enormi ambizioni. I crampi sono la sentenza finale. La grandeur della Francia si scontra deve fare i conti realtà. I compagni si sfiatano e poi non rimane nessuno nei chilometri decisivi a fargli da spalla. Più umiltà, please.

Remco EVENEPOEL, 4. Fin troppo generosi i pronostici alla vigilia. Non basta andare molto forte a cronometro per spianare le salite. Una corsa enigmatica per il belga. Non c’è con la testa quando i rivali attaccano, prova a ricucire e sembra l’Evenepoel dei giorni
migliori, poi naufraga. Come sprecare un talento.

Primoz ROGLIC, 7. Bravo, bravissimo. Ha provato a tirare fuori il campione. Il talento non è acqua.

Isaac DEL TORO. 5,5. La distanza lo penalizza e Torito ha fatto il possibile per emergere. Sempre in rincorsa, un po’ in affanno. Guadagna quasi la sufficienza. Simpatico anche quando perde.

Tom PIDCOCK, 6. Prova a essere protagonista, ma la corsa lo rimbalza. Talento a intermittenza.

Giulio Ciccone, 8. Puntava al podio, ma si deve accontentare di un 9° posto che comunque è un buon risultato. Corsa gagliarda, forse fin troppo. Comunque protagonista fra i giganti. Bravo, bravissimo.

Ben HEALY.,7. Corre all’attacco, ma non basta. La fantasia non basta.

Wout VAN AERT, 6. Ci prova, poi si mette al servizio di capitan Remco, ma non era giornata per entrambi. Comunque bravo.

Gli azzurri, 7: gara onesta degli italiani che dovevano correre in appoggio a capitan Ciccone. Accontentiamoci.

Mark Lorenzo FINN. 6,5. Una sufficienza piena di incoraggiamento. Lo hanno tenuto nella bambagia per farlo esordire tra i giganti in una corsa
di 300 km. Mossa tecnicamente inspiegabile. Lui arriva 55°, a 10 minuti dal vincitore. Porta a casa “un mattoncino” per il futuro. Saggio e tenero. Bravo Lorenzo!

Rai, 3: per seguire la corsa si doveva saltare da un canale all’altro, poi andare sul computer. Insomma, un suicidio. Senza parole.

Angelo De Lorenzi

 

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